Moroni (Fesica Confsal): vanno tutelati anche i soggetti più fragili come i tirocinanti

24 Marzo 2020

«Vanno tutelati anche i soggetti più fragili». Il segretario provinciale Fesica Confsal Alfredo Moroni (nella foto) interviene su tirocinanti e piccoli commercianti o professionisti iscritti alla...

«Vanno tutelati anche i soggetti più fragili». Il segretario provinciale Fesica Confsal Alfredo Moroni (nella foto) interviene su tirocinanti e piccoli commercianti o professionisti iscritti alla gestione previdenziale obbligatoria.
«Dal nostro osservatorio sindacale sul mondo del lavoro privato di piccole dimensioni, sia con riferimento alle parti datoriali che ai lavoratori – spesso precari – ci troviamo di fronte», spiega il segretario Moroni, «ad innumerevoli e variegate fattispecie non contemplate dal decreto 18, che prevede le misure di sostegno per le aziende e per i lavoratori a causa dell’emergenza Covid-19. Non trovano certamente spazio i tirocinanti. Si dirà che non si tratta di rapporti di lavoro subordinato, ma di persone che svolgono un periodo di orientamento al lavoro e di formazione e che dunque non possono trovare tutela, che invece trovano le attività di apprendistato professionalizzante».
«Dubito però», aggiunge il segretario di Fesica Confsal, Moroni, «che qualcuno (anche nel governo e in parlamento) non sappia che sovente i tirocini, che sono pagati, sono sostitutivi di contratti di lavoro e consentono ai tirocinanti di sbarcare il magro lunario e agli ospitanti di risparmiare soldi».
Analogamente,secondo Moroni, «sono stati tagliati fuori dagli interventi molti piccoli commercianti o professionisti per il solo fatto che sono contestualmente iscritti anche ad una gestione previdenziale obbligatoria. A questi sventurati non competono neppure i 600 euro previsti per gli altri autonomi, perché magari intrattengono un rapporto part-time di poche ore la settimana con datori di lavoro che per tipologia di attività continuano a svolgere il proprio servizio in quanto essenziale».
« Stiamo parlando ad esempio di quanto accade negli studi professionali o nei patronati, in cui sono proprio i più giovani a scontare l’effetto negativo della mancata previsione nel decreto. La richiesta», conclude il segretrio provinciale Fesica Confsal, Alfredo Moroni, «è che venga sanata anche tale incongruenza. E il tutto con una certa urgenza, visti i tempi». (r.s.)