Morrone, fiamme sotto controllo Marsilio chiede soldi a Musumeci

Il presidente della Regione fa vista ai luoghi devastati dal rogo ed elogia la macchina organizzativa: «Ho chiesto al ministro più risorse per la prevenzione con elicotteri e Canadair sui singoli territori»
PRATOLA PELIGNA. Ancora una giornata di duro lavoro per i volontari della protezione civile e per tutte le altre forze scese in campo per spegnere gli ultimi focolai ancora presenti sul monte Morrone in fiamme ormai da quattro giorni. Oltre 500 ettari di bosco sono andati in fumo. Dalle prime ore del mattino un elicottero ha iniziato a sganciare acqua, mentre 50 squadre da terra, tra vigili del fuoco e protezione civile stanno bonificando le zone più impervie. La mattinata è stata caratterizzata dalla visita del presidente della Regione Marco Marsilio che ha fatto il punto della situazione insieme al direttore dell’Agenzia regionale della protezione civile Mauro Casinghini sorvolando in elicottero la montagna devastata dall’incendio. «Ho chiesto al ministro Nello Musumeci di affrontare il problema incendi con la Ragioneria dello Stato per stanziare risorse preventive e concentrare elicotteri e Canadair da posizionare sui singoli territori. Lo Stato deve intervenire preventivamente, dandoci risorse per mezzi aerei e di terra e per permettere a questi mezzi di alzarsi in volo per ricognizioni preventive, non solo per spegnere il fuoco», ha detto il presidente Marsilio che ha avuto parole di elogio per la macchina organizzativa e il personale impegnato nello spegnimento dell’incendio. «È una macchina che ha funzionato alla grande», ha evidenziato il governatore, «perché ha permesso di contenere e spegnere l’incendio in 36 ore, tenendo conto che le condizioni di partenza erano persino peggiori di sei anni fa. Hanno aiutato anche le linee tagliafuoco che hanno permesso di portare in quota volontari e strutture di protezione civile». Resta il problema del controllo della montagna. Marsilio ha ricordato la convenzione che la Regione ha siglato con i “volontari sentinella” e l’istituzione dell’Agenzia di protezione civile, «un sistema virtuoso che ieri ha permesso di effettuare i primi sganci alle sei del mattino, sfruttando condizioni climatiche migliori». Nei quattro giorni di fuoco sono stati impiegati quattro mezzi aerei, compresi due mini Canadair che hanno effettuato oltre 150 sganci d’acqua. Ottanta squadre da terra hanno dato supporto. Ieri sera le operazioni si sono concluse attorno alle 20 e tutte le squadre sono tornare a valle. Per la notte e per la giornata di oggi resteranno a presidiare la montagna gli uomini della protezione civile. Resterà a disposizione anche un elicottero per eventuali situazioni d’emergenza. «Purtroppo i danni sono tanti ma non ci perderemo d’animo neanche questa volta», dice il sindaco di Pratola Antonella Di Nino costantemente presente sul fronte dell'incendio. «Un grazie sentito va a tutti coloro che hanno collaborato allo spegnimento del fuoco, nonché al sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero, una presenza costante nonostante il fuoco fosse tutto sul territorio di Pratola».
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