Morto Fatigati, fondatore del lago di pesca sportiva

Aveva 76 anni. L’impianto “Ju Scertu” aperto nel 1975 insieme al fratello Felice Era un punto di riferimento per gli appassionati del settore. Oggi i funerali
L’AQUILA. Si svolgeranno questa mattina alle 11.30, nella chiesa di San Vito alla Rivera, i funerali di Bruno Fatigati, 76 anni, molto conosciuto in città in quanto proprietario di un lago di pesca sportiva nella zona della Rivera, non distante dalla stazione ferroviaria. Nato all’Aquila il 21 giugno del 1945, Bruno, insieme al fratello Felice, aveva dapprima fondato una ditta di movimento terra, ma nel 1975, grazie alla passione per la pesca sportiva, aveva deciso di adibire il laghetto a ritrovo per i pescatori del circondario, diventando ben presto punto di riferimento in città per la pesca amatoriale e competitiva.
Bruno Fatigati se ne è andato ieri dopo una lunga malattia combattuta con dignità e coraggio, come hanno voluto sottolineare i familiari che tanto l’hanno amato.
Oggi il lago di pesca sportiva “Ju Scertu”, gestito per tre generazioni dalla famiglia Fatigati, è nelle mani del figlio di Bruno, Angelo. È lui che da qualche tempo porta avanti l’attività. Bruno Fatigati lascia la moglie Rosanna, i figli Angelo, Pasqualino e Letizia e sei nipoti. Il laghetto “Ju Scertu” si trova in una zona di notevole interesse naturalistico, proprio davanti alle 99 Cannelle, alla confluenza dei numerosi corsi d’acqua che attraversano la Valle dell’Aterno, ed è per questo meta di moltissimi appassionati che oggi ne ricordano la gentilezza e cordialità con la quale accoglieva le persone che volevano passare qualche ora a contatto con la natura, in un ambiente lontano dai rumori della vicina città. Il laghetto Fatigati, per la sua vicinanza e la posizione strategica proprio al centro della Valle dell’Aterno, in passato è stato spesso usato anche come riserva d’acqua per gli elicotteri impegnati nelle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi del circondario. «Una persona cordiale con tutti coloro che frequentavano la sua attività», lo ricordano alcuni appassionati amici pescatori, «sapeva dispensare consigli e amava accogliere soprattutto i bambini che si avvicinano alla pesca sportiva. Un vero punto di riferimento per tanti appassionati». (r.p.)
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