Morto l’imprenditore Negrini: «Nobile d’animo, grave perdita»

Fondatore di un’azienda per il movimento terra con sede a Coppito. Gli amici: sempre pronto ad aiutare Tanti messaggi di vicinanza alla moglie e ai due figli. Stamattina i funerali nella chiesa di San Vittorino
L’AQUILA. Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Pronto a offrire un aiuto a quanti ne avevano necessità. Un valore aggiunto soprattutto per Coppito, la frazione d’origine dove ha sede la sua azienda specializzata in movimento terra. Viene ricordato così Marcello Negrini, imprenditore morto all’età di 66 anni. Mesi fa aveva superato un intervento chirurgico e sembrava essersi ripreso. Per questo la notizia della sua scomparsa ha colto di sorpresa quanti lo conoscevano e lo hanno amato. Della sua professione, Marcello Negrini apprezzava gioie e dolori. Il ruolo di imprenditore aquilano, infatti, non è stato sempre semplice. Negli anni ha affrontato e superato non poche vicende, mantenendo però la sua attività sempre in piedi. «Soprattutto dopo il terremoto, per Marcello come per tanti altri, è stata una scommessa ripartire», lo ricordano gli amici di una vita, «e ne è valsa la pena. In qualità di marito, di padre e di amico, Marcello sapeva che il lavoro è importante non solo per la gratificazione personale, ma soprattutto per sostenere i propri cari. Con questo spirito ha tenuto duro, si è dato da fare e ha cercato il più possibile di coltivare la propria impresa, così da poter lasciare qualcosa a tutti. Era sempre pronto ad aiutare gli amici in difficoltà». Nobile d’animo, Negrini era anche un uomo dallo spiccato senso dell’umorismo. «Incontrarlo al bar prima di andare a lavoro era sempre bello», ricorda un amico, «perché riusciva a essere piacevole, senza mai risultare invadente». Un’altra delle passioni di Marcello Negrini era sicuramente L’Aquila, città che amava profondamente. Cresciuto nel capoluogo, si era formato all’Istituto tecnico industriale “Amedeo d’Aosta”. «Parlava spesso dei bei vecchi tempi della scuola, era un piacere ascoltare i suoi racconti», dicono i suoi cari, «sono ricordi preziosi, di una città che adesso non esiste più. Marcello aveva ancora tanto da dare e da vedere in questa città, che sentiva ancora sua nonostante abbia oggi un volto diverso. Eppure, per quanto la ricostruzione possa cambiare i lineamenti dell’Aquila, Marcello rimarrà parte della storia della città». L’imprenditore lascia la moglie Rossana e i figli Daniele e Piero. I funerali oggi alle 11 nella chiesa di San Vittorino. (u.c.)

