Movida violenta, nuove proteste: «Noi residenti non siamo tutelati»

25 Luglio 2022

Oggi in tribunale la convalida dell’arresto dei due 29enni fermati per resistenza: uno è rimasto ferito L’avvocato Paone: «Nel cuore della città impossibile dormire: serve il piano del rumore e del decoro»

L’AQUILA. Contro la movida violenta i cittadini si organizzano. L’ultimo episodio – il venerdì notte di follia in piazza Santa Maria Paganica, culminato con due arresti per resistenza – ha fatto uscire allo scoperto una nuova sigla: Cittadini per il centro storico. Un comitato neo-costituito che si propone di raccogliere adesioni e suggerimenti da sottoporre al Comune per cercare di riportare un po’ d’ordine alle nottate in centro.
il caso
L’udienza di convalida degli arresti di Moreno Goman e Rodrigo Goman – rispettivamente assistiti dagli avvocati Guglielmo Santella e Giulio Michele Lazzaro – prevista stamani a palazzo di giustizia, servirà a fare luce su quanto accaduto a piazza Santa Maria Paganica. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, alcuni carabinieri in borghese sarebbero intervenuti per fermare un gruppo composto da una quindicina di giovani che, riuniti per festeggiare un compleanno, avrebbero dato in escandescenze compiendo atti vandalici e scagliando bottiglie di vetro contro i palazzi storici. Si tratta, in questo caso, di un gruppo di ventenni. Nella calca si sarebbero intromessi i due 29enni che, secondo la linea difensiva, sarebbero intervenuti a sostegno di quei ragazzi più piccoli visti in difficoltà, senza capire, in mezzo alla confusione, che le persone che stavano operando nei loro confronti erano carabinieri, essendo in borghese. Alla fine, il gruppo dei ventenni si è dato alla fuga e sul posto, dove nel frattempo erano arrivate auto di polizia e carabinieri, sono rimasti soltanto i due parenti. Questa la versione che sarà fornita stamani davanti al gip. A uno dei 29enni è stata anche sequestrata la somma di 40 euro che sarebbe provento di una rapina ai danni di un 40enne. Tutti episodi scollegati l’uno dall’altro, dunque, ma avvenuti in sequenza: l’atto vandalico, l’intervento dei carabinieri in borghese, l’arrivo dei due 29enni in piazza, l’identificazione, il sequestro dei soldi, l’accusa di rapina, l’arresto per resistenza. Uno dei due arrestati ha fatto ricorso alle cure mediche perché avrebbe riportato la frattura di alcune costole nel parapiglia. Mentre il giudice dovrà mettere ordine a tutti i pezzi, in città torna alla ribalta il problema del centro storico.
«non siamo tutelati»
Secondo l’avvocato Ferdinando Paone, residente in centro storico, la situazione ormai ha oltrepassato il limite della sopportazione. «Si fa presto a parlare quando non si vive in centro», scrive il legale. «Bisognerebbe provare a non dormire per notti intere (almeno cinque/sei su sette) e la mattina andare a lavoro per potersi rendere conto del fatto che alcuni componenti di quest’amministrazione curano più gli interessi dei commercianti (e non di tutti i commercianti) a dispetto dei residenti. Probabilmente è perché hanno capito che trascorrendo le nottate a bere e fare bisboccia gli aquilani non si avvedono del forte degrado che li circonda: strade sudicie e che emanano odori nauseabondi, ricostruzione post-sisma che non avanza, mancanza di lavoro per i giovani, mancanza di una visione globale da parte dei nostri governanti del futuro della città, e altro ancora. Forse se il sindaco e i suoi assessori tagliassero meno nastri e pensassero di più alla città sarebbe sicuramente meglio. Io sono ancora in attesa del tanto sbandierato piano rumori, piano decoro urbano...e non mi si dica che c’è già...perché allora mi dovranno spiegare, sempre che anche i residenti vengano ascoltati, del perché non viene adottato. In ultimo, ma non ultimo, i suddetti amministratori hanno considerato che l’occupazione del suolo pubblico da parte dei commercianti è regolamentata e dunque che nessuno può fare come gli pare occupando e chiudendo strade per superfici maggiori rispetto al consentito? Hanno in mente che si potrebbe ipotizzare a loro carico un’omissione, visto che non controllano, con conseguente danno erariale?». «Quanto accaduto dimostra come gli effetti nefasti della cosiddetta “movida” abbiano oramai superato ogni limite», sostiene Claudia Aloisio, presidente dell'associazione “Cittadini per il Centro storico”, per la tutela del patrimonio civile, sociale, culturale, storico e architettonico.
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