Muore Di Liddo, mondo del nuoto in lutto

Aveva 63 anni, fu tra i fondatori della Pinguino. Il socio Di Matteo: «Amico di vita sportiva e politica»
AVEZZANO. Il mondo del nuoto in lacrime per la scomparsa di Tony Di Liddo. Storico istruttore di nuoto, e socio fondatore della Pinguino, è morto ieri mattina all’età di 63 anni.
Sempre in prima linea nel settore sportivo, Di Liddo stava lottando da un paio di anni contro un male che lo ha portato alla morte. I suoi numerosissimi allievi lo ricorderanno sempre a bordo piscina, con la canottiera addosso e il fischietto in una mano, mentre controllava con attenzione gli allenamenti.
Persona mite e pacata, il 63enne aveva fatto del nuoto la sua vita, insieme all’imprenditore Nazzareno Di Matteo e a un altro gruppo di amici. Fu con loro che negli anni Ottanta, subito dopo aver conseguito la laurea all’Istituto superiore di educazione fisica.
Iniziò l’avventura della società sportiva.
«Eravamo giovani studenti dell’Isef», ha raccontato un commosso Di Matteo, presidente della Pinguino nuoto, «invece di trovare altri lavori, decidemmo di inseguire il sogno dello sport. Possiamo dire che siamo stati dei veri e propri pionieri del settore e in pochi anni abbiamo trasformato lo sport nel nostro lavoro. Insieme a Tony, Michele, Paride e Alessandro è nato tutto».
Di Liddo era originario di Bisceglie, in Puglia, ma fin da piccolissimo si era trasferito ad Avezzano con la sua famiglia. La Marsica era ormai casa sua. Si divideva tra la moglie Cinzia e il figlio Paolo e l’impianto della Pinguino nuoto dove, negli ultimi anni, era diventato responsabile delle vasche. Un lavoro meticoloso e costante che lui portava avanti con dedizione.
«Quando negli anni Ottanta iniziammo la nostra avventura eravamo giovanissimi e pieni di sogni», ha continuato Di Matteo, «intere generazioni ricorderanno Tony con il mitico furgone Ford girare per i paesi della Marsica a radunare tutti i ragazzi da portare in piscina. Abbiamo dato vita al primo centro estivo del territorio, formato centinaia e centinaia di giovani e poi fondato la Pinguino. Per me Tony era un fratello, un amico di vita. Lui mi seguiva in tutto, sia nell’ambito sportivo, sia in quello politico. Una perdita immensa».
Oggi, in segno di lutto, l’impianto sportivo rimarrà chiuso. Il feretro, poco prima di raggiungere la chiesa, passerà davanti alla Pinguino dove dirigenti, preparatori e atleti gli daranno l’addio. Alle 15 ci sarà il funerale nella chiesa di Madonna del Passo. (e.b.)
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