Muore schiacciato dall'auto ad Avezzano: causa milionaria alla Mercedes

I legali della famiglia del pediatra ucciso dalla sua auto: "La casa automobilistica aumentò la sicurezza dopo l’incidente Ora chiediamo un congruo risarcimento dei danni a favore della famiglia"
AVEZZANO. «L’auto non era sicura, il medico Di Palma si sarebbe potuto salvare». La famiglia del pediatra Salvatore Di Palma, morto lo scorso 4 dicembre schiacciato dalla sua auto nel cortile dell’abitazione in via Oslavia ad Avezzano, chiede alla casa automobilistica Mercedes un risarcimento di oltre due milioni di euro.
Le indagini sono state eseguite dai carabinieri della stazione di Avezzano. Il pm Vincenzo Barbieri non ha ritenuto che ci fosse responsabilità di altre persone per la morte del medico 63enne e ha chiuso il caso archiviando la morte avvenuta in circostanze «di mera accidentalità». Quella tragica mattina Di Palma è rimasto schiacciato dalla sua Mercedes C250 tra il muro del garage e quello del porticato. Così lo hanno trovato prima la moglie e poi i medici del 118 intervenuti e i militari dell’Arma.
I familiari si sono rivolti agli avvocati Berardino e Callisto Terra e hanno chiesto una consulenza di parte per ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto. L’esame sul luogo dei fatti è stato eseguito dal consulente tecnico di parte Cristiano Ruggeri. «L’esame ha accertato che la causa dell’incidente è da imputare al cambio automatico», spiegano i legali Terra, «che è risultato privo di sicurezze, rispetto ad accidentali inserimenti della marcia. La vettura di Di Palma, nel caso in cui avesse avuto anche una sola delle sicurezze, adottate dalla casa automobilistica ma soltanto dopo l’incidente del medico, la morte non si sarebbe verificata. Come rilevato anche dai carabinieri Di Palma ha tentato di salvarsi, tanto che è stata trovata traccia a terra della gomma delle scarpe».
«Il veicolo», concludono i legali, «al verificarsi del sinistro risultava essere un prodotto non sicuro e, comunque, difettoso, ai sensi degli articoli 103 e 117 del Codice del consumo, in quanto non offriva quella sicurezza che ci si poteva legittimamente attendere da quel tipo di auto. Tant’è che nei modelli prodotti successivamente alla morte del dottor Di Palma, l’azienda ha provveduto a inserire sul quel modello di autovettura, nuovi elementi tecnici di sicurezza».
È per questi motivi che ora i familiari, tramite i due legali di fiducia, chiedono alla Mercedes un risarcimento di oltre due milioni di euro.
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