Musy: empatia coi genitori di bimbi speciali

Mascia Musy (nella foto) ha “sposato” con “Anna dei miracoli” la storia e l’operato della Lega del Filo d’oro nata per volere della marsicana Sabina Santilli. Come è calarsi nei panni di una persona...
Mascia Musy (nella foto) ha “sposato” con “Anna dei miracoli” la storia e l’operato della Lega del Filo d’oro nata per volere della marsicana Sabina Santilli.
Come è calarsi nei panni di una persona che convive con i problemi di una bambina sordo cieca?
«Mi sono innamorata di questo testo. È una storia che ci racconta di un amore universale, cioè quello nei confronti di chi è più debole. Nello spettacolo un padre e una madre devono gestire una bimba problematica e questo è in empatia con tutti quei genitori che oggi si trovano davanti a una bambina speciale».
Che approccio ha avuto con la Lega del Filo d’oro?
«La prima porta alla quale ho bussato è stata la loro, dove Anna dei miracoli agisce ogni giorno. Ho trovato persone straordinarie. Tutta la compagnia ha passato dei giorni a contatto con la Lega del Filo d’oro per rendersi conto del loro operato e raccontarlo, soprattutto ai ragazzi».
È difficile riuscire ad attirare l’attenzione dei giovani?
«In questi ultimi 20 anni il mondo è cambiato anche per noi perché il mondo della comunicazione è diventato velocissimo. Prima la società e i giovani erano più attenti, ora invece sono poco informati e poco abituati a seguire uno spettacolo».
Quanto reputa importante la presenza di un teatro in una città come Avezzano?
«È fondamentale, perché un teatro è uno spazio dove si possono fare tante cose. E' uno spazio che dovrebbe essere aperto non solo la sera ma sempre, perché come diceva Edoardo il compito di un teatro è quello di far crescere la società». (p.g.)
Come è calarsi nei panni di una persona che convive con i problemi di una bambina sordo cieca?
«Mi sono innamorata di questo testo. È una storia che ci racconta di un amore universale, cioè quello nei confronti di chi è più debole. Nello spettacolo un padre e una madre devono gestire una bimba problematica e questo è in empatia con tutti quei genitori che oggi si trovano davanti a una bambina speciale».
Che approccio ha avuto con la Lega del Filo d’oro?
«La prima porta alla quale ho bussato è stata la loro, dove Anna dei miracoli agisce ogni giorno. Ho trovato persone straordinarie. Tutta la compagnia ha passato dei giorni a contatto con la Lega del Filo d’oro per rendersi conto del loro operato e raccontarlo, soprattutto ai ragazzi».
È difficile riuscire ad attirare l’attenzione dei giovani?
«In questi ultimi 20 anni il mondo è cambiato anche per noi perché il mondo della comunicazione è diventato velocissimo. Prima la società e i giovani erano più attenti, ora invece sono poco informati e poco abituati a seguire uno spettacolo».
Quanto reputa importante la presenza di un teatro in una città come Avezzano?
«È fondamentale, perché un teatro è uno spazio dove si possono fare tante cose. E' uno spazio che dovrebbe essere aperto non solo la sera ma sempre, perché come diceva Edoardo il compito di un teatro è quello di far crescere la società». (p.g.)

