«Noi della Gran Sasso Rugby non siamo i fratelli poveri»

20 Ottobre 2017

Loredana Micheli: la nostra è una società virtuosa, giochiamo in serie A da 4 anni Dispiace che il presidente D’Alfonso non ci abbia chiamati insieme all’Aquila

VILLA SANT’ANGELO. «Mi dispiace un po’ che il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ci abbia trattato da fratelli poveri e non abbia invitato anche noi all’incontro sul futuro del rugby aquilano, e L’Aquila Rugby Culb in particolare. Anche noi da 4 anni siamo in serie A e possiamo dire di essere un esempio di società virtuosa».
A parlare è il presidente della Gran Sasso Rugby, Loredana Micheli, 58 anni, dipendente della Regione. La Gran Sasso è un club di serie A aquilano, che da due anni gioca nello stesso girone della Rc. Una società virtuosa, quella della Micheli, dove non si fa mai il passo più lungo della gamba. Domenica 8 ottobre si è giocato il derby di andata tra la Gran Sasso e L’Aquila, per la seconda giornata del girone 4 di serie A, nel nuovissimo impianto di Villa Sant’Angelo, davanti a 800 spettatori.
«Abbiamo un impianto sportivo nuovissimo e questo riveste una certa importanza, perché all’Aquila nessuna società, né di calcio, né di rugby, ha un impianto di proprietà», sottolinea la Micheli. «Siamo nati nel 2004 e questo è il quarto anno di serie A. Il campionato, il secondo nazionale dopo l’Eccellenza, ci costa circa 250 mila euro all’anno. Ma non abbiamo un centesimo di debito, se non 10 mila euro comunque già coperti da uno sponsor. Ma siamo trattati come i “fratelli poveri” del rugby aquilano. Invece – e non lo dico per falsa modestia – certe società dovrebbero prendere esempio da noi, che con l’aiuto di imprenditori edili della zona, ma non solo, riusciamo a portare avanti un campionato più che dignitoso, con almeno 400 persone che ci seguono tutte le domeniche in casa. Abbiamo il nostro serbatoio nelle giovanili del Sambuceto Rugby, di Antonio Angelone, e ci sono sette giocatori in squadra, del loro vivaio, che vengono quattro volte a settimana, da Sambuceto, ad allenarsi da noi, sopportando il sacrificio del viaggio. Abbiamo fatto esordire», aggiunge il presidente Micheli, «un ragazzo di 17 anni, Riccardo Capone, che si allena a Roma con l’Accademia Fir durante la settimana e la domenica viene a giocare con noi».
Il presidente della Gran Sasso lancia un appello, a D’Alfonso («e a chi è dell’Aquila ed è vicino a lui») e alle società aquilane, a cominciare dalla Rc: «Cercate di accorgervi che ci siamo pure noi e anche se non abbiamo, naturalmente, i 70 anni di storia della Polisportiva L’Aquila o la storia della Rugby Club, abbiamo la cultura e sappiamo giocare con la pallaovale. Siamo disponibili a unire le forze, a mettere a disposizione le nostre capacità, a parlare. Però alla pari, non come i “fratelli poveri”. C’è anche il Paganica, che è una grande realtà», conclude la Micheli, «molto radicata, dove Antonio Rotellini sta facendo un grande lavoro».
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