Nomine Cam, l’ira degli esclusi: «Atto di prepotenza politica»

1 Giugno 2022

AVEZZANO. Le nomine di Ernani Ornello e Walter Bonaldi, in qualità di presidente del consiglio di gestione del Cam e membro tecnico del consorzio dell’acqua, diventano un caso politico. La richiesta...

AVEZZANO. Le nomine di Ernani Ornello e Walter Bonaldi, in qualità di presidente del consiglio di gestione del Cam e membro tecnico del consorzio dell’acqua, diventano un caso politico. La richiesta di sostituire Leo Corsini, nominato presidente lo scorso febbraio scorso e ora tornato a occupare il ruolo di dirigente, è stata avanzata dagli amministratori di Avezzano, Celano, Trasacco, Tagliacozzo e Luco dei Marsi. Richiesta non condivisa dagli altri amministratori soci. «L’assenza di condivisione e la mancanza di dialogo non sono mai venuti meno prima di ora all’interno del Consorzio acquedottistico marsicano», precisano i sindaci Velia Nazzarro (Carsoli), Carlo Rossi (San Vincenzo Valle Roveto), Lorenzo Berardinetti (Sante Marie), Giacinto Sciò (Pereto) e Roberto D’Amico (Morino), «la scelta di nominare il neo presidente, senza discuterne prima in assemblea, è prima di tutto una mancanza di rispetto da parte dei sindaci soci nei confronti dei colleghi. Non condividiamo le modalità con cui questa decisione è stata presa e soprattutto non condividiamo che, in una fase così delicata per il risanamento dell’Ente, ci siamo dovuti ritrovare in questa situazione per una totale assenza di confronto». Secondo i sindaci «si era scelto in via temporanea di affidare la presidenza del consiglio di gestione al dirigente Leo Corsini in attesa di trovare una quadra e nominare un nuovo presidente. Dopo pochi mesi, abbiamo dovuto apprendere dai giornali che c’era un nuovo presidente. Non abbiamo nulla contro Ornello, al quale auguriamo buon lavoro, e non mettiamo in dubbio le sue capacità. Ma essendo tutti sindaci soci del Cam e avendo dovuto prendere, in alcuni momenti, difficili decisioni per il bene dell’Ente e dei suoi dipendenti non possiamo accettare che una decisione presa dentro quattro mura da cinque sindaci soci ci venga imposta in questo modo. Perché non siamo stati coinvolti? Perché in assemblea il giorno prima della nomina di Ornello non si è presentato nessuno? Perché Ornello si è dimesso dal consiglio di sorveglianza solo due ore prima della sua nomina? Quello che è stato fatto al Cam da un numero ristretto di sindaci soci è un atto di pura prepotenza politica che non condividiamo. Se avere più quote e rappresentare la maggioranza all’interno dell’assemblea significa decidere e basta, senza aprire un confronto, allora facciamo un passo indietro. Abbiamo sempre operato condividendo le scelte, confrontandoci e scontrandoci. Questo modo di fare non ci appartiene. Rappresentiamo i nostri cittadini, utenti del Cam, e vogliamo che l’opera di risanamento venga portata avanti nell’interesse sia dei Comuni soci e sia dei dipendenti. Chi ci assicurerà che tutto ciò sarà fatto? Chi ha deciso di portare avanti in gran segreto questa manovra potrebbe decidere anche di fare altro senza interpellarci. A questo gioco diciamo no». (r.rs.)