Otto associazioni unite: «Basta proteste, Snam diventi un’opportunità»

Risarcimenti per l’infrastruttura, alla sola Sulmona assegnati 3,2 milioni La richiesta: servono scelte condivise per portare benefìci al territorio
SULMONA. Il progetto per la realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno e della centrale di compressione di Sulmona è entrato nella fase esecutiva, ora ci vuole responsabilità per poterne trarre dei benefici. Questo l’appello che Ascom Fidi, Associazione albergatori Sulmona, Associazione dottori commercialisti centro Abruzzo, Cia, Cna, Confagricoltura, Confesercenti e Dmc Terre d’Amore in Abruzzo hanno rivolto alle istituzioni e ai comitati, alla luce del parere favorevole concesso da Arera all’infrastruttura Snam che porterà il gas dal sud al nord Italia.
«Le due opere previste a Sulmona sono state più volte e di recente dichiarate come “strategiche” e “urgenti”, tanto da richiedere l’anticipo della loro entrata in esercizio al 2027 per soddisfare le necessità di assicurare la continuità delle forniture e la sicurezza del trasporto del gas da sud a nord», hanno spiegato i rappresentanti delle associazioni di categoria, «parallelamente si è riscontrato come le azioni di contrasto giuridico messe in campo dalla Regione Abruzzo, dal Comune di Sulmona e dai comitati di cittadini siano state rigettate dalla giustizia amministrativa. Alla luce di questo nuovo quadro riteniamo necessario avviare una nuova fase che porti al coinvolgimento attivo e all’assunzione di responsabilità di tutte le forze politiche, civiche, sindacali, imprenditoriali e comitati di cittadini, affinché alla realizzazione di queste opere si affianchi un processo di pianificazione condiviso che ci aiuti a recuperare la capacità decisionale che in questo periodo storico deve necessariamente caratterizzare le scelte di una comunità».
Tra dicembre e gennaio i Comuni coinvolti, i comitati e le associazioni ambientaliste hanno avviato una consultazione pubblica e presentato controdeduzioni nelle quali hanno ribadito il secco no all’opera. Ora però che l’Arera ha dato l’ok, le associazioni chiedono unità anche per impedire che possano andare persi i fondi che Sulmona e gli altri territori devono ottenere per il passaggio dell’infrastruttura. Snam infatti dovrà versare nelle casse dei Comuni circa 5 milioni di euro: all’amministrazione di Sulmona guidata dal sindaco Gianfranco Di Piero ne andranno circa 3,2 per centrale e metanodotto, 800mila euro all’Aquila, 500mila a Navelli e tra i 70mila e i centomila ai restanti Comuni. «È necessario avviare una riflessione approfondita che in questa fase trasformi l’atteggiamento oppositivo in propositivo», hanno concluso le associazioni, «sviluppando una progettualità che guardi alle reali esigenze e alle priorità della nostra comunità, ricercando con i vari attori in campo adeguata copertura finanziaria a un pacchetto di progetti di sviluppo funzionali a una programmazione strategica dell’intero territorio peligno. Riteniamo per questo fondamentale promuovere un confronto anche con Snam per assicurare il più basso impatto durante le fasi di realizzazione e condividere con le altre istituzioni quali Provincia, Regione e governo il rafforzamento dei presidi pubblici, il riconoscimento di opportuni crediti fiscali e la riduzione del digital e tecnology divide». L’appello è a «responsabilità, buon senso, progettualità, programmazione strategica e condivisione tra attori della comunità e istituzioni per valorizzare Sulmona e il territorio Peligno».
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