Otto liste a San Pio delle Camere: un candidato ogni quattro votanti

15 Maggio 2024

Il caso della moltiplicazione degli schieramenti, negli elenchi molti appartenenti alle forze dell’ordine Gli aventi diritto sono 700, ma alle Regionali sono andati in meno di 300. Il precedente di Carapelle

L’AQUILA. Nei piccoli Comuni ogni tornata elettorale per l’elezione del sindaco e dei consiglieri comunali riserva “strane” sorprese. Nell’Aquilano i paesi al voto sono tre: Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio e San Pio delle Camere. A Rocca di Mezzo sono due le liste in campo, a Santo Stefano di Sessanio quattro, mentre a San Pio delle Camere in corsa ci sono ben otto liste. Ogni lista ha potenzialmente 10 candidati consiglieri più il candidato sindaco (i consigli sono composti da 7 componenti di maggioranza, 3 di minoranza e il sindaco). A San Pio ci sono sulla carta 700 potenziali votanti. Alle urne dovrebbero andare in molti meno (alle recenti Regionali i votanti sono stati 293). Il che – considerando i circa 80 aspiranti (tra consiglieri e sindaci) – significa che c’è un candidato più o meno ogni 4 votanti. A Santo Stefano di Sessanio (sulla carta circa 115 elettori, alle Regionali ci sono stati 65 votanti) le liste sono 4 di cui tre “vere” e con in totale una quarantina di candidati.
IL FENOMENO
A San Pio si è verificato un fenomeno clamoroso, ma non nuovo. Quello, cioè, di liste composte perlopiù da dipendenti dello Stato che si candidano, nella maggior parte dei casi, per usufruire di un mese di ferie pagate durante il quale dovrebbero essere impegnati nella campagna elettorale. Basta andare sull’albo pretorio del Comune di San Pio delle Camere per scoprire subito qualche stranezza. Tre delle otto liste si chiamano Alfa, Beta e Gamma. Solo due sembrano quelle “vere” che, con molta probabilità, si contenderanno i posti in consiglio comunale. Alle liste sono allegati anche i programmi. Alcuni sembrano dei copia-incolla in cui si trattano temi buoni per ogni angolo d’Italia. Per esempio: abbattere le barriere architettoniche per disabili e anziani; agevolare l'acquisto della prima casa alle coppie giovani, messa in sicurezza delle strade più importanti; realizzazione di una nuova area sportiva multidisciplinare; taglio dei costi legati alle consulenze esterne dell’amministrazione comunale; analisi della qualità dell’aria. Un altro programma punta all’organizzazione di giornate ecologiche, a migliorare il benessere sociale e l’esperienza digitale dei cittadini, favorire la collaborazione con la protezione civile, installare telecamere nei punti sensibili del paese, riduzione del rischio sismico delle costruzioni esistenti, creazione di infrastrutture per il sociale rivolte ad anziani e bambini.
il precedente
Il caso di San Pio delle Camere assomiglia molto a quello di Carapelle Calvisio dove, nel 2016, si presentarono 7 liste con in totale 62 candidati e potenzialmente 67 elettori: un candidato ogni elettore. La cosa fu talmente eclatante che ne parlò anche la stampa nazionale e alcuni giornali scrissero che «almeno quattro di queste sette liste sono composte in larga maggioranza da membri delle forze dell’ordine che risiedono fuori Abruzzo. I candidati consiglieri vengono da Napoli, Barletta, Catania, persino dalla Sardegna». La cosa fu denunciata dal sindaco uscente Domenico Di Cesare, che disse: «Molti dei candidati a Carapelle non ci sono mai stati, e forse ne ignoravano addirittura l’esistenza. Scriverò al prefetto, al ministro dell’Interno, a tutti i comandi delle forze dell’ordine perché si ponga fine a questa storia». La vicenda finì anche in parlamento con un’interrogazione di Gianni Melilla. Va detto, però, che la legge consente tali candidature e quindi chi lo fa non viola le norme.