Parcheggio Natali: avviata la gara per il ripristino delle scale mobili

17 Marzo 2024

Al posto della sostituzione totale si è scelta la via dell’ammodernamento dell’impianto esistente Una scelta che consentirà tempi di realizzazione ridotti e un costo più contenuto per l’intervento 

L’AQUILA. L’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila diretto dall’ingegner Salvatore Provenzano ha avviato la gara di appalto per «l’affidamento dell’intervento di revisione generale con ammodernamento, e relativa manutenzione, dei tappeti mobili del megaparcheggio Lorenzo Natali».
Come è noto le scale mobili (intervallate da tratti da percorrere a piedi) consentono di arrivare in una decina di minuti dal parcheggio a piazza Duomo. L’affidamento, si legge nella determina Usra, «avverrà mediante procedura aperta con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità-prezzo». L’importo a base d’asta è di 1.006.221 di euro. La procedura di gara sarà espletata dalla Centrale unica di committenza del Comune dell’Aquila.
Prima dell’avvio della gara di appalto sono state verificate due ipotesi di intervento: la sostituzione totale delle scale mobili o la revisione. Si è scelta la seconda ipotesi. «Il fine che si intende perseguire», si legge nella determina, «è quello di restituire alla collettività l’impianto oggetto dell’appalto e di assicurarne la continuità funzionale nel tempo».
LA STORIA
«I tappeti mobili in questione», si legge nella relazione al progetto, «sono stati completati nel 1996 ma sono effettivamente entrati in servizio nel mese di agosto 2002. La loro vita tecnica è fissata in trent’anni. Dunque, la scadenza naturale è il 2032, sebbene gli impianti stessi siano stati installati (e progettati) molti anni prima». Le norme stabiliscono che «gli impianti debbano essere assoggettati a revisioni quinquennali e, tra queste, quelle generali (che prevedono interventi di ripristino delle condizioni originarie di efficienza e sicurezza e, ove possibile, di adeguamento alle norme intervenute) hanno scadenza al decimo e al ventesimo anno. In questo caso la prima revisione generale sugli impianti _ prevista per il 2012 _ non è stata, come noto, eseguita, in ragione del fermo intervenuto a causa degli eventi sismici del 2009». È evidente, sottolinea la relazione, che gli impianti, situati al chiuso al riparo da agenti atmosferici, non sono stati in funzione dal 2009, con conseguente riduzione sia dei cicli di fatica delle parti, sia della generale usura. «È stata dunque acquisita la documentazione tecnica degli impianti (il 15 gennaio 2020) e sono stati eseguiti alcuni sopralluoghi sui tappeti per visionarne lo stato generale, esaminando nel dettaglio la documentazione, sentita la ditta costruttrice per le vie brevi e sentiti gli uffici competenti. Restava chiaro il fatto che, pur dovendo considerare ridotte le ore di funzionamento degli impianti, erano stati progettati e costruiti ben prima della diffusione delle norme oggi vigenti; ne risultava, dunque, la necessità di adeguare gli impianti stessi_ per quanto possibile _ alle norme intervenute dopo la loro costruzione».
LA SCELTA
La scelta di procedere non alla sostituzione integrale, ma a revisione e ammodernamento deriva dal fatto che «i tappeti esistenti, pur richiedendo interventi di sostituzione di diverse parti meccaniche ed elettriche, non presentano danni alle strutture portanti. Essi, inoltre, hanno fatto registrare un periodo di esercizio pubblico (sette anni) pari a meno di un terzo della loro età effettiva (26 anni). I tempi di realizzazione dei lavori di revisione e ammodernamento sono ben più contenuti rispetto ai tempi di sostituzione integrale dei tappeti. Il costo inoltre è molto ridotto rispetto a quello di sostituzione integrale». Tale scelta infine «consente senza riduzioni delle caratteristiche richieste per il servizio di trasporto, una vita utile per i tappeti pari a nove anni con possibilità di proroga dopo il 2032».