Paura sull’elicottero dei soccorsi Fatto precipitare il gatto delle nevi

Il pesante mezzo ondeggiava pericolosamente, oggi il recupero: l’incidente rallenta le operazioni Ascoltato un amico dei dispersi, doveva andare in escursione ma ha rinunciato all’ultimo momento
MASSA D’ALBE. Il gatto delle nevi pesante 73 quintali fa ondeggiare pericolosamente l’elicottero. Il velivolo rischia di andare in stallo e di precipitare. Così l’equipaggio sgancia il gatto delle nevi che sul Velino doveva aiutare i soccorritori nelle operazioni di ricerca dei quattro escursionisti di Avezzano. Il mezzo precipita sulla montagna sotto gli occhi increduli di quanti stavano assistendo all’operazione. Attimi di paura nell’ennesima giornata di angoscia.
L’ACCADUTO. Il mezzo di proprietà della Monte Magnola impianti di Ovindoli era atteso ieri pomeriggio a Valle Mjelama per la rimozione meccanica della neve nelle aree dove gli accumuli sono alti fino 9-12 metri e facilitare il lavoro dei soccorritori che fino ad oggi hanno scavato a mano nell’inferno di neve e ghiaccio alla disperata ricerca di Tonino Durante, Gian Mauro Frabotta, Gianmarco Degni e Valeria Mella, dispersi ormai da una settimana sul Monte Velino. La gru del cielo era arrivata da Ciampino. Dopo un volo di ricognizione sulla vallata, l’Erickson S64 era tornato a Ovindoli per agganciare il gatto delle nevi già imbracato, in maniera tale da bilanciarne il peso. A metà strada il mezzo appeso a un gancio baricentrico ha incominciato a dondolare in maniera anomala, tanto che il pilota ha dovuto sganciare il carico dopo aver tentato manovre di riequilibrio. Il rischio che il battipista avrebbe potuto precipitare era stato messo in conto, per questo si era scelta una rotta ben precisa, lontana dai centri abitati. E si era deciso di evacuare tutti i soccorritori presenti nell’area della valanga. L’elitrasporto della lama anteriore e del serbatoio di carburante era invece andato a buon fine. Secondo la tabella di marcia, il gatto delle nevi sarebbe dovuto entrare in azione questa mattina, spostando gli strati già sondati per consentire ai soccorritori di lavorare lungo tutta la profondità dello strato nevoso e ai cani da valanga di annusare eventuali molecole. L’incidente rallenterà le operazioni.
ZONA VIETATA. In accordo con il sindaco di Massa d’Albe, il primo cittadino di Ovindoli, Simone Angelosante, ha interdetto alle auto l’accesso alla strada che dalla Magnola (fonte Tavolone) conduce a Fonte Capo la Maina. Inoltre, interdetto a pedoni ed escursionisti l’intero versante sud del Monte Magnola «per evitare che a qualcuno venga in mente di recarsi nella zona dello schianto». Le operazioni di recupero dei rottami del mezzo, che ha un costo di circa 450mila euro, dovrebbero iniziare oggi.
IL SONAR. Ieri mattina al campo base di Forme è arrivato anche il sonar Recco, una tecnologia giunta dalla Valle d’Aosta in grado di rilevare oggetti metallici, per esempio le piastrine presenti negli indumenti e nella attrezzature da montagna, oppure le chiavi di un’auto. Per circa due ore il dispositivo ha sorvolato la montagna, quasi a sfioro, agganciato a un elicottero dei carabinieri forestali di Rieti. Sono state battute tutte le valli e i sentieri circostanti, oltre, naturalmente, alla zona della valanga. Qualche segnale è stato captato e mappato in seguito alla successiva elaborazione dei dati nella vicina Valle Genziana. Potrebbe trattarsi di un qualunque oggetto metallico, anche non appartenete ai dispersi. «Si cerca nell’area di Valle Majelama perché le tracce portano lì e lo dimostrano», spiega Daniele Perilli del Soccorso alpino e speleologico Abruzzo, «le auto parcheggiate sotto la valle e le orme che poi si interrompono proprio nell’area interessata dalla valanga. Il Recco ha effettuato diversi sorvoli per bonificare tutti i canali, le creste e le cime intorno al sito e avere certezza che non ci siano tracce».
ASCOLTATO L’AMICO. Quella maledetta domenica una quinta persona sarebbe dovuta uscire in escursione con i quattro dispersi. Si tratta di Matteo Del Manzo, agronomo 32enne di San Pelino, molto amico di Gian Mauro Frabotta. All’ultimo momento Del Manzo ha deciso di avvertire il gruppo che non sarebbe più andato. In cerca di indizi utili, il 32enne è stato ascoltato dai carabinieri. In particolare, i militari hanno voluto sapere se i dispersi avevano pianificato un determinato itinerario e gli indumenti solitamente indossati per andare in montagna ai fini dell’utilizzo del Recco. Tra l’azienda che fabbrica il sonar e quelle che commercializzano abbigliamento da montagna esiste una specie di collaborazione sulle tipologie di piastrine metalliche che vengono inserite dentro giacche, pantaloni o scarponi da trekking. «Anche la domenica prima mio figlio Matteo, Tonino, Gian Mauro e altri appassionati erano andati sul Velino», racconta Mauro, il papà dell’agronomo, «nei giorni successivi però si era sentito un po’ spossato, attribuendo quel malessere passeggero allo sforzo e al freddo patito. Per sicurezza si era sottoposto anche al tampone. Così non sentendosi in gran forma ha deciso di rinunciare. Solo lunedì mattina ha saputo che i suoi compagni di escursione risultavano dispersi e dal qual giorno appena stacca da lavoro corre a Forme per stare vicino ai genitori di Gian Mauro con il quale era molto legato. Da quello che mi ha detto avevano deciso di andare a Colle del Bicchero».
CHIAMATE SKIPE. Quattro giorni fa il profilo Skype di Gian Mauro Frabotta era entrato in funzione alimentando una fiammelle di speranza tanto che un collega di lavoro dell’ingegnere aveva ricevuto la notifica di alcune chiamate e per questo aveva subito allertato i carabinieri. Purtroppo si è scoperto che l’account era utilizzato in ambiente lavorativo anche da altri utenti.
NUMERO SOLIDALE. Attivato dalla Protezione civile il numero 342.6267581 per gestire le donazioni che stanno arrivando al campo base di Forme, dalle attività commerciali e dai cittadini di tutta la Marsica, in favore dei soccorritori.
OGGI SI RIPRENDE. Le ricerche riprenderanno questa mattina, in caso di maltempo gli elicotteri non si alzeranno in volo e le squadre saliranno con gli sci.
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