Pescocostanzo, tuffo nel passato con la Festa degli antichi mestieri

4 Settembre 2019

PESCOCOSTANZO. Una giornata volta alla riscoperta delle antiche tradizioni popolari, in uno dei borghi più suggestivi d’Italia. È l’usuale appuntamento con la “Festa degli antichi mestieri”, che...

PESCOCOSTANZO. Una giornata volta alla riscoperta delle antiche tradizioni popolari, in uno dei borghi più suggestivi d’Italia. È l’usuale appuntamento con la “Festa degli antichi mestieri”, che quest’anno si svolgerà sabato nel centro storico di Pescocostanzo. Fabbri, artigiani, calzolai, filatrici di tombolo e numerosi altri figuranti, permetteranno ai partecipanti di entrare a contatto con la storia e le tradizioni di questo borgo attraverso una semplice passeggiata. L’evento avrà inizio alle 16 con la consueta sfilata dei costumi pescolani tradizionali e con il corteo che rievocherà la visita che la marchesa Vittoria Colonna, poetessa del Rinascimento italiano, fece a Pescocostanzo nel 1535. Tale rappresentazione, curata dal Comune di Pescocostanzo in collaborazione con le associazioni “Tarquinio Vulpes”, “Pensionati” e “Ama trekking” e dal gruppo teatrale “Il Peschio”, vedrà in scena gli attori: Pietro Beccatini, Francesco D’Aloisio, Emilio Di Pasquale, Francesca Galasso, Mary Grimaldi, Luciano Marinucci, Loredana Pacella, Massimo Pagliaroli, Fabio Ranalli, Antonella Scannella, Chiara Tirimacco, Francesco Tirimacco, Ignazio Tirimacco e Lia Zappa. Alle 19 la festa si sposterà a Largo della Fontana, dove si proseguirà con l’usuale degustazione enogastronomica accompagnata da musica e balli popolari. «Questa è una festa importante per il nostro paese, perché racconta la nostra storia e quanto i pescolani siano stati importanti per Pescocostanzo», evidenzia il sindaco Roberto Sciullo, «lo scorso anno abbiamo organizzato questo evento a settembre ed è stato un successo. Quest’anno ho voluto riproporlo sempre a settembre perché per me è importante che queste manifestazioni non abbiano luogo durante i periodi in cui c’è turismo a prescindere. Se vogliamo ampliare il periodo turistico dobbiamo azzardare e rischiare qualcosa. Non ha senso portare 20mila presenze ad agosto, che è un mese di punta. Per me è più importante riuscire a portare lo stesso numero di presenze anche a settembre». (e.d.c.)