Piatti della tradizione alla cena dell’Accademia della cucina
SULMONA. L’importanza e i valori della cucina italiana volani per lo sviluppo dell’intero settore, a partire da quello agricolo sino alla ristorazione. A ribadire questi concetti è stato Gianni D’Ama...
SULMONA. L’importanza e i valori della cucina italiana volani per lo sviluppo dell’intero settore, a partire da quello agricolo sino alla ristorazione. A ribadire questi concetti è stato Gianni D’Amario, delegato dell’Accademia della cucina italiana, durante la cena ecumenica che si è tenuta in un ristorante di Sulmona.
«Il cibo con la sua genuinità e originalità», ha detto D’Amario, «è una occasione di sviluppo, per questo è molto importante che i vari menù debbano rappresentare le cosiddette tre T, ovvero tradizione, territorio e tecniche originali, che rappresentano l’ossatura del cibo italiano». Protagonista assoluto della serata è stato anche il Montepulciano che a 50 anni dalla creazione del doc del Montepulciano d’Abruzzo continua a riscuotere successi e apprezzamenti. In particolare, sono state otto le cantine abbinate ad altrettante delegazioni. Per Sulmona c’era la cantina Margiotta di Pratola Peligna che si conferma un’eccellenza in tal senso. Ricco il menù della serata, confezionato da Fabrizio Centofanti e Alberto Di Placido, con a tavola una serie di portate. (f.c.)
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