Poca criminalità, sfumano i fondi per le 113 telecamere

Sulmona fuori dal progetto perché non rientra nell’elenco delle città a rischio Il Ministero non eroga il finanziamento richiesto per la videosorveglianza
SULMONA. Sfuma per ora il progetto di Sulmona città sicura. Il ministero dell’Interno, infatti, non ha finanziato il progetto presentato dal Comune con la richiesta di 500mila euro per istallare 113 nuove telecamere, in aggiunta alle 66 presenti. Nella graduatoria nazionale bisogna superare i 1.500 posti per cominciare ad intravedere comuni della Valle Peligna. La motivazione è legata al fatto che il centro Abruzzo, provincia dell’Aquila inclusa, viene considerato con un tasso di criminalità molto basso. Una notizia positiva da un lato e negativa dall’altro, dal momento che non arriveranno i fondi per l’implementazione delle telecamere per la videosorveglianza.
In particolare, Sulmona ottiene 26,66 punti e si piazza appena al 2.405esimo posto, coi fondi ministeriali che si fermano al 428esimo punto. Il ministero dell’Interno per aiutare i Comuni alle prese con atti vandalici ed episodi di criminalità ha stanziato 37 milioni di euro, che si divideranno i primi 428 Comuni in graduatoria. L’ ufficio Coordinamento e pianificazione forze di polizia del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero degli Interni ha stilato la graduatoria che vede comparire il primo comune della Valle Peligna solo al posto numero 1.766. Si tratta di Pettorano sul Gizio (che aveva presentato un progetto di 62mila euro), seguono Prezza (con una richiesta di 33 mila euro) e Corfinio (con un finanziamento proposto di 46mila euro). I criteri per la stesura della graduatoria sono stati gli indici di delittuosità della provincia e del comune, l’incidenza dei fenomeni di criminalità diffusa registrati nell’area urbana da sottoporre a videosorveglianza, la popolazione residente, la richiesta di finanziamento in rapporto al cofinanziamento messo a disposizione dal Comune. Su quest’ultimo punto, la giunta sulmonese ha al momento a disposizione solo 30mila euro. Le zone che necessitano dell’impianto di videosorveglianza sono il centro storico, compreso all’interno delle due circonvallazioni, la zona compresa tra via Cappuccini, via L’Aquila e via Avezzano, quella tra viale Costanza e via Lamaccio, i quartieri tra viale della Repubblica, l’ex strada statale 17 e le frazioni.
Sono 66 le telecamere montate circa 15 anni fa in città. Un numero non sufficiente, però, a giudicare dagli episodi di microcriminalità e dai frequenti atti di vandalismo.
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