Polizia locale a Palazzo Torlonia Seicento firme contro il trasloco

E anche la Soprintendenza archeologica chiede spiegazioni, l’edificio storico ha un apposito vincolo Prosegue il progetto da 4,7 milioni per riqualificare l’area: piano affidato a una società napoletana
AVEZZANO. Soprintendenza archeologia in “allerta” su Palazzo Torlonia, il monumento storico vincolato dove, «entro il 28 febbraio» – parole del sindaco Gabriele De Angelis – si insedierà il corpo di Polizia locale: a Palazzo di Città è arrivata una richiesta di delucidazioni della Soprintendenza.
L’obiettivo? Avere lumi sulle modalità di intervento per adeguare l’area prescelta (primo e secondo piano dell’ala destra dello storico Palazzo, entrando dal portone principale) alle esigenze di un corpo di polizia, chiaramente diverse rispetto alla destinazione originaria, ovvero di uffici di rappresentanza e per esposizioni. Spazi utilizzati anche dalla Soprindendenza per eventi importanti, come ad esempio la mostra dei reperti di Alba Fucens di fine 2016 che, grazie allo straordinario successo di pubblico, invece di chiudere il 5 novembre rimase aperta fino all’11 dicembre. Iniziative che sembrano avere i giorni contati se il disegno del Comune andrà in porto, anche se il via vai di tecnici e dipendenti municipali nei locali destinati alla Polizia locale sembra essersi interrotto, mentre la petizione per dire no allo “snaturamento culturale” del Palazzo Torlonia ha superato quota 600 firme.
Fatto costruire nel 1870 da Torlonia, artefice del prosciugamento del lago Fucino, lo storico Palazzo distrutto dal terremoto del 1915, fu fatto restaurare e allargare, con le due ali a ferro di cavallo, dai nipoti del principe. Negli anni Cinquanta, con la riforma fondiaria, divenne la sede dell’Ente Fucino, poi Ersa, infine Arssa, ospitando alcuni uffici regionali fino al 2015. Nel 2016 ha aperto le porte all’importante ingresso Archivio di Stato, nel 2017 al Centro studi marsicano. Ora si avvicina il momento della riqualificazione di tutto il complesso ex Arssa grazie ai fondi del progetto Masterplan: l’operazione da 4 milioni 700mila euro messa in cantiere dall’amministrazione Di Pangrazio, grazie a un elaborato dell’Ance donato al Comune, ha fatto registrare un importante passo in avanti.
La commissione guidata dal dirigente di settore, Sergio Pepe, ha chiuso la partita per aggiudicare la progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera. Lavoro assegnato a un pool di professionisti con capofila la Promotec di Napoli.
Sono in corso le procedure di legge che si concluderanno con la stipula del contratto, mentre il pool di progettisti avrà sei mesi di tempo per la redazione del progetto definitivo ed esecutivo che aprirà le porte ai lavori di rigenerazione urbana destinati a riportare Palazzo Torlonia e il complesso ex Arssa agli antichi splendori.
Nel frattempo si aspetta di conoscere la destinazione della polizia locale.
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