Ponte Belvedere, si ricomincia: demolizione verso le fasi finali

L’AQUILA. Riprenderanno domani i lavori di demolizione del ponte Belvedere. Da qualche giorno, infatti, erano sparite le grandi gru che erano state utilizzate per la demolizione delle travi. Lo...
L’AQUILA. Riprenderanno domani i lavori di demolizione del ponte Belvedere. Da qualche giorno, infatti, erano sparite le grandi gru che erano state utilizzate per la demolizione delle travi. Lo smontaggio del ponte, risalente al 1966, lesionato e inagibile dal sisma del 2009, a causa della posizione in mezzo alle case all’imbocco di una importante strada per l’accesso al centro storico cittadino, rappresenta una vera e propria sfida tecnica. «La maggiore difficoltà è la mancanza di spazi», spiega Marino Serpetti della ditta Todima, che insieme alla ditta Taddei sta demolendo il vecchio ponte per ricostruire quello nuovo. «Se non ci fossero state le case, così come sta accadendo per i viadotti autostradali, si sarebbe potuto usare l’esplosivo e demolire in poco tempo», spiega Serpetti, «qui invece ci sono le case sottostanti, c’è la gente che abita e lavora nelle vicinanze del ponte, è necessario ridurre al minimo i rumori e anche l’inquinamento. Per questo stiamo usando le seghe a filo, poco rumorose, di cui raccogliamo anche l’acqua di raffreddamento per evitare che vada verso le 99 Cannelle».
Dopo la rimozione delle travi, che arrivavano fino a viale Giovanni XXIII, ci è trovati ad affrontare quelle che dal pilone centrale vanno verso via Persichetti. Travi un po’ più corte, «solo 19 metri», racconta Serpetti, «ma molto più pesanti, 700 quintali, e con pesi male distribuiti». Difficoltà che hanno suggerito l’utilizzo di una terza gru e di tagliare le travi lasciando uno spezzone di 6 metri. Le travi così tagliate, lunghe 13 metri, alte 3 metri e larghe 70 centimetri, sono state tagliate e portate in basso su via Fontesecco, in attesa di essere ulteriormente accorciate per poterle trasportare allo smaltimento. Operazioni che richiedono spazio, «che noi purtroppo non abbiamo», aggiunge Serpetti. «Comunque anche se da fuori i lavori sembrano fermi», precisa, «noi non stiamo certo fermi. Stiamo continuando con i sondaggi sia sul lato di via Giovanni XXIII sia su quello di via Persichetti». Su questa strada, da sotto il manto stradale è emerso un grande manufatto di cemento armato, largo 14 metri, profondo 10 e alto 3 metri e mezzo. Lo strutturista incaricato della progettazione dovrà tenerne conto per eventuali aggiornamenti al progetto del nuovo ponte. Una struttura tutta in acciaio, con una grande antenna che mantiene sospesi i cavi agganciati ai conci, le strutture orizzontali che, uno alla volta come in un enorme gioco del Meccano, saranno unite per il nuovo ponte destinato a cambiare il volto dell’ingresso sud ovest. (r.p.)

