Ponte Belvedere, via la prima trave Biondi: «Giorno storico per la città»

Ieri le operazioni di smontaggio della prima struttura orizzontale del peso di circa 54 tonnellate Poi toccherà ai piloni. A maggio nuovo cavalcavia. Il vicesindaco Daniele: «Operazione complessa»
L’AQUILA. È stata “smontata” la prima trave del Ponte Belvedere. Le delicate operazioni di svaro hanno preso il via ieri mattina sotto gli occhi del sindaco Pierluigi Biondi e del vicesindaco Raffaele Daniele, assessore alla Ricostruzione dei beni pubblici. L’asportazione definitiva intorno alle 17. Una data che il capoluogo abruzzese e i suoi abitanti si apprestano a cerchiare sul calendario della ricostruzione post-sisma: nel corso degli anni, infatti, le dibattute sorti dell’infrastruttura danneggiata dal terremoto del 2009 avevano fatto del Ponte Belvedere uno dei simboli incompiuti della grande città-cantiere. Dalle 3.32 di quel tragico 6 aprile sono trascorsi 12 anni. «Un cambio di orizzonte che indica il passaggio tra L’Aquila che conoscevamo fino al 6 aprile 2009 e L’Aquila che rinasce attraverso un’opera complessa e affascinate allo stesso tempo», ha commentato entusiasta il sindaco Biondi. «Ora l’obiettivo è dare alla città una struttura sicura in grado di ricollegare finalmente le due parti dell’anello cittadino. Un momento fondamentale questo in cui la ricostruzione diventa visione e trasformazione in grado di andare oltre il banale riposizionamento del com’era dov’era», ha sottolineato il primo cittadino, «ma trova il coraggio di modificare le infrastrutture e con esse l’assetto urbanistico. Oggi è toccato al ponte, domani sarà la volta di Porta Barete. Un segno di rinascita, che il sindaco ha voluto “incorniciare” convocando una conferenza stampa proprio sotto il ponte che sta per cambiare volto. Presenti in cantiere le maestranze delle ditte incaricate e i tecnici della direzione lavori.
LA RIMOZIONE
La prima delle quattro travi orizzontali da 54 tonnellate è stata imbracata con grosse catene sorrette da enormi gru. Poi una, volta messa in sicurezza, una sega diamantata ha proceduto a recidere il cemento armato e tutti gli elementi di congiunzione da un lato e dell’altro. Successivamente è stata sollevata di circa un metro e mezzo e adagiata sulla vicina via Persichetti per le operazioni di smembramento al fine di agevolare il trasporto negli impianti di smaltimento. «Un’operazione molto complessa», ha aggiunto il vicesindaco Raffaele Daniele. «Vista la delicatezza abbiamo preferito aspettare qualche giorno in più ed aumentare la sicurezza». Altre due gru (per un totale di cinque), infatti, sono state montate in previsione dello smontamento della trave che, si è calcolato, avrebbe rischiato di subire un ribaltamento. Da qui il ritardo di una settimana rispetto alla tabella di marcia.
LE FASI
Composto di una parte centrale lunga circa 50 metri e di altre due laterali che collegano via Persichetti e viale Giovanni XXIII per un totale di 80 metri di estensione, il ponte dal 30 settembre ha visto la demolizione della sovrastruttura della parte centrale, la rimozione dell’asfalto e della soletta, il taglio e le rimozione di marciapiedi e ringhiere. Una volta smontata l’intera campata toccherà ai grandi piloni verticali, anche questi da smontare un pezzo alla volta. Il delicato intervento di demolizione costerà in tutto 200mila euro. Al termine dei lavori, previsti a fine novembre, si procederà con la ricostruzione dopo le opportune valutazioni geognostiche del muro di sostegno che confina con viale Giovanni XXIII. Il Ponte Belvedere lascerà il posto a una struttura più leggera, resistente e antisismica. La sua riqualificazione coinciderà con il restyling dell’intera area tra residenzialità e nuovi esercizi commerciali. La struttura prefabbricata del Ponte Belvedere 2.0 consentirà di recuperare la viabilità in tempi brevi. Secondo le previsioni, infatti, dovrebbe essere inaugurato l’estate prossima.
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