«Prego per chi ha fatto del male a Paolo»

4 Dicembre 2019

Molina Aterno, il parroco padre Alfonso nell’omelia ha esortato gli assassini a costituirsi. In tanti per l’addio a D’Amico

MOLINA ATERNO. Un vento gelido, che tagliava la faccia. Come taglienti sono state le parole di padre Alfonso: «Una preghiera per quanti hanno fatto del male al nostro fratello Paolo. Che lo Spirito Santo li illumini ad assumersi le loro responsabilità». È stata intensa l’omelia di padre Alfonso, durante la celebrazione dei funerali di Paolo D’Amico – ucciso nella sua casa di Barisciano – nella chiesa parrocchiale di San Nicola – accanto allo splendido palazzo quattrocentesco Piccolomini-Pietropaoli, in stato di quasi totale abbandono –, a Molina Aterno, nella Valle Subequana.
Ottenuto il nulla osta dalla magistratura, il corpo del 55enne è stato riportato nel paese di origine e tumulato nella tomba di famiglia. La salma è stata accolta nella chiesa parrocchiale di San Nicola, troppo piccola per contenere la folla che ha accompagnato D’Amico nell’ultimo viaggio. A salutarlo tanti colleghi di lavoro e anche qualche volto noto, come il consigliere del Comune dell’Aquila, Elia Serpetti («con lui ho trascorso 14 anni al lavoro, una persona perbene, non alzava mai la voce e non parlava mai male di qualcuno»), e Alfonso De Amicis («lo incontravo spesso quando andavo con il sindacato all’Asm»). Tutti concordi nel dire che «Paolo non meritava la fine che ha fatto. La marijuana? Mah, se si faceva qualche “canna” non lo sappiamo, ma è difficile pensare che fosse uno spacciatore». Sono molti a credere, tra amici e conoscenti, che potrebbe essersi trattato di questione di soldi («aveva comprato un terreno a Barisciano, poi aveva costruito la casa e fatto migliorie»), ma i carabinieri indagano a 360 gradi: nella “rosa” di possibilità, non c’è nessuno più sospettato di altri. Il 55enne, dipendente Asm, è stato ucciso in casa il 24 novembre, con un’arma da taglio e a colpi di martello. Per questo gli investigatori pensano sia stata più di una persona a commettere il delitto. Saranno decisivi i riscontri di laboratorio, come le tracce degli pneumatici intorno all’abitazione.
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