Processo a due falsi avvocati Uno assolto, 11 mesi all’altro
CELANO. Telefonavano a bar, tabaccai e ricevitorie facendo credere di essere avvocati e di essere rimasti a piedi sull’autostrada. E ogni volta riuscivano a farsi fare ricariche sulle postpay di...
CELANO. Telefonavano a bar, tabaccai e ricevitorie facendo credere di essere avvocati e di essere rimasti a piedi sull’autostrada. E ogni volta riuscivano a farsi fare ricariche sulle postpay di qualche centinaia di euro. Con questa tecnica hanno truffato attività commerciali a Celano, Avezzano, Pescina e Teramo. Si tratta di Antonio Cerone, 40enne di Celano e di Domenico Ricci, 47enne originario di San Benedetto e residente a Celano. I fatti risalgono al 2009. I due uomini, secondo quanto emerso nel processo, si fingevano altre persone, in genere avvocati, e davano credenziali inventate ai malcapitati titolari di diverse attività commerciali, non solo marsicane. «Ho avuto un guasto alla macchina e sono rimasto a piedi sull’autostrada. Sto aspettando l’arrivo del carro attrezzi. Non appena esco dall’autostrada passo a saldare il debito». Con queste poche parole, i due celanesi sono riusciti a raggirare e truffare bar, tabaccherie e ricevitorie. I titolari, sentendo il nome di avvocati famosi e fidandosi del loro buon nome, ogni volta ricaricavano le postpay, così come chiedevano al telefono, i finti automobilisti in panne. In alcuni casi, i due sono stati ripresi anche dalle telecamere di diversi uffici postali, quando andavano a ritirare i crediti versati. Finiti sotto processo, i due sono apparsi davanti al giudice Anna Carla Mastelli. Ricci, difeso dall’avvocato Domenico Quadrato, è stato assolto da tutti i capi d’imputazione, mentre Cerone, difeso dal legale Andrea Tinarelli è stato condannato a 11 mesi di reclusione. (m.t.)
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