Processo Bussi, la difesa: via dal processo gli atti dell'Avvocatura di Stato

7 Febbraio 2017

L'AQUILA. Ancora bordate delle difese nel processo di appello per l'avvelenamento e disastro ambientale per i veleni della discarica di Bussi a carico degli ex dirigenti della Montedison, in tutto 19, azienda che ha gestito il sito di Bussi sul Tirino (Pescara) per molti anni. L'avvocato Carlo Sassi, presentando un'eccezione, ha chiesto al collegio di  escludere dal materiale probatorio la produzione di atti fatta dall'avvocato dello Stato Cristina Gerardis  risalenti alla fine dello scorso anno e al 2017 ("8.000 camion di rifiuti soltanto nella discarica di Tremonti"). Tutti gli altri avvocati si sono associati a questa eccezione: la Procura generale ha deciso di rimettersi alla decisione della Corte che si pronuncerà il 17 febbraio, prima di entrare in camera di consiglio.
L'avvocato Sassi ha  proseguito nella sua arringa dicendo "no a frasi enfatizzanti",  e contestando il fatto che negli interventi di accusa non sono mai stati fatti i nomi degli imputati. Come a dire che sono state prospettate  delle contestazioni astratte e non poggiate su solide basi e impossibile da attribuire. "Questo fa capire il fallimento delle strategie di accusa". L'avvocato non ha mancato di sottolineare "il naufragio" della fattispecie dell'articolo 439, ovvero il reato di avvelenamento, nella sua  esposizione visto che non trova mai applicazione nei processi celebrati in Italia.