Progetto Case, piano anti-sprechi: «Famiglie riunite in meno alloggi»

4 Ottobre 2022

Ecco la proposta del Comitatus Aquilanus e del Coordinamento Erp per ridurre i costi di luce e gas: «Tanti edifici disabitati, la dispersione dei 1.200 nuclei produce spese esorbitanti per gli affittuari»

L’AQUILA. Accorpare tutte le famiglie rimaste nelle palazzine del Progetto Case e puntare sull’efficientamento energetico. È questa la proposta che viene dal Comitatus Aquilanus e dal Coordinamento Erp per ridurre i costi energetici saliti alle stelle negli ultimi mesi.
«I complessi di Edilizia residenziale pubblica sono per lo più insiemi di palazzine omogenee con aree parcheggio, aree verdi e addirittura con orti di pertinenza. Su tali complessi è perciò necessario verificare ogni possibilità di innestare azioni complessive di risparmio e generazione dell’energia. Possono cioè diventare vere e proprie Comunità energetiche cui affidare tutta la gestione», si legge nella loro presa di posizione, che continua lamentando l’aumento dei costi: «Al Piano Case, che consta di 3.600 alloggi dispersi in 19 nuclei ci sono ormai poche famiglie (circa 1.200); questa dispersione costringe ad attivare tutte le centrali e con gran parte degli alloggi disabitati le spese risultano esorbitanti e gravano sui pochi affittuari rimasti».
LE PROPOSTE
Quindi le due proposte dei comitati.
La prima: «Accorpare tutte le famiglie rimaste su alcune palazzine o sui comparti più baricentrici al tessuto cittadino e, comunque, su quelle tipologie di case che hanno dimostrato una buona tenuta complessiva e che hanno già buone caratteristiche di tenuta energetica».
Quindi la seconda azione: «In tali complessi va immediatamente verificata l’impiantistica fotovoltaica che va efficientata e ove possibile integrata; vanno in parallelo rivisti i contratti con le ditte installatrici e quella di gestione al fine di deviare/assegnare tutti gli eventuali benefici ai condomini. Su tutte le ampie aree parcheggio vanno installati i pannelli fotovoltaici che con gli opportuni accorgimenti tecnici possono servire anche a raccogliere l’acqua piovana da utilizzare per le consistenti superfici a verde. Va di fatto allestito un programma di riconversione per l’abbattimento dei costi energetici nei nuclei del Piano Case e in tutta l’Edilizia popolare».
Come fare? «La istituenda Comunità energetica di San Gregorio (che già a dicembre 2021 aveva sollecitato l’ecobonus) viene a sollecitare il Comune dell’Aquila e l’Aterper l’allestimento di un’azione coordinata su tutto il patrimonio dell’Edilizia residenziale popolare, a partire proprio dalle case del quartiere che presentano alcune caratteristiche ottimali per una prima concretizzazione progettuale».
Tra le opportunità di finanziamento c’è anche quella del Pnrr, tramite il programma Next Appenino, riservata ai Comuni dei crateri del sisma del 2009 e di quello del Centro Italia.
I FONDI DEL PNRR
Si sono aperte nei giorni scorsi (il primo ottobre), infatti, le domande per partecipare al bando “Rinnovabili e Comunità energetiche” nell’ambito del programma “Next Appennino” finanziato dal fondo complementare del Pnrr.
Il bando finanzia al 100% a fondo perduto ogni tipo di impianto rinnovabile se ci si impegna a costituire una Comunità energetica – come quella che propongono i due comitati per il Progetto Case aquilano – o se si prevede la condivisione del calore con il teleriscaldamento. Il finanziamento scende al 50% per la realizzazione degli impianti rinnovabili senza la condivisione dell’energia. Il termine per presentare le domande è fissato al 31 ottobre 2022».
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