Prove di forza sul sindaco Tensioni nel centrodestra

La Lega tenta una fuga in avanti: «Serve la svolta per Avezzano, siamo pronti» Alfatti Appetiti rispolvera le primarie: «No a scelte dall’alto». Critico Cipolloni
AVEZZANO. Sfida sulla leadership nel centrodestra, dove si infiammano le schermaglie incrociate tra gli alleati: la Lega, dopo lo sgarro che ha fatto saltare il tavolo locale, prova a mettere in riga gli alleati, delineando un percorso per «guidare la svolta, dopo anni di buio». Ma Fratelli d’Italia e Cambiamo frenano gli ardori dei seguaci di Salvini. «Gli elettori ci chiedono un cambiamento», scandisce Roberto Laurenzi, segretario cittadino della Lega, «un volto nuovo per guidare la città con rinnovate prospettive: siamo pronti a mettere a disposizione una figura con un profilo di valore e competenza adatto alla sfida». In attesa di calare l’asso (il nome ancora non si trova), la Lega ha annunciato il varo del programma, nonché il ritorno in città del loro Capitano. Matteo Salvini, ora impegnato nei comizi in Emilia Romagna, dovrebbe sbarcare ad Avezzano dopo il voto del 26 gennaio, magari per benedire il secondo candidato a sindaco del Carroccio (dopo Di Stefano a Chieti) in terra d’Abruzzo. «La Lega guiderà un processo di costruzione di una coalizione di centrodestra forte, coesa e competente», aggiunge il coordinatore, «che possa far segnare una svolta vera per la città: siamo pronti ad assumerci l’onere e l’onore di guidarla. Dopo le elezioni in Emilia Romagna inviteremo in città Matteo Salvini».
Immediato l’altolà degli alleati, Fratelli d’Italia e Cambiamo, in disaccordo sulla fuga in avanti della Lega, all’indomani dello stop al tavolo della coalizione locale. Roberto Alfatti Appetiti e Lino Cipolloni reclamano pari dignità sulla nomination del candidato a sindaco e sul programma. «L’auspicio, più volte riaffermato da tutti i responsabili cittadini della coalizione», afferma Alfatti Appetiti, «è che la scelta venga fatta da chi vive la città quotidianamente e non calata dall’alto. Altrimenti, come già collaudato altrove, si può far ricorso al metodo più democratico: le primarie di coalizione». E per dare concretezza al ragionamento, il coordinatore di Fd’I punta alla «costituzione, da subito, di un tavolo di lavoro sul programma. Assumeremo l’iniziativa», aggiunge, «per condividere le proposte delle forze politiche e civiche di centrodestra per arrivare a un programma unico, cui ovviamente sarà chiamato a contribuire il candidato sindaco che individueremo tutti insieme, con pari dignità e senso di responsabilità, nel segno del rinnovamento, ma anche della competenza. Per svolgere un incarico così delicato», rimarca Alfatti Appetiti, «occorrono esperienza di vita e professionale, cultura politica e possibilmente conoscenza della macchina amministrativa, altrimenti si rischia di perdere troppo tempo nell’apprendistato. Avezzano non può permettersi questo lusso. Fd’I ritiene di poter suggerire nomi per ricoprire quel ruolo con riconosciuta autorevolezza e capacità, ma siamo pronti a confrontarci senza pregiudizi». Sul tasto della pari dignità politica batte Lino Cipolloni (Cambiamo). «Per costruire una proposta per la città», dice, «occorre una coalizione con programma unitario e candidato sindaco condiviso: abbiamo le nostre proposte, promuoverò un incontro con partiti e gruppi civici di area moderata, per portare un nostro candidato al tavolo della coalizione. Se non si troverà la quadra, oppure, non ci sarà condivisione, ognuno farà le sue scelte. Ciò che non può passare sono fughe in avanti e soluzioni preconfezionate e non condivise».
Sulle velleità dei referenti locali, però, potrebbe arrivare il diktat dai regionali.
Per ora resta alla finestra l’ex sindaco Gabriele De Angelis, leader locale di Forza Italia.
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