Raggi cosmici, fisici riuniti al Gssi
Iniziato il simposio con 150 scienziati provenienti da tutto il mondo
L’AQUILA. Uno sguardo al cielo, ai risultati delle misure e un’ipotesi ormai supportata dai dati sperimentali: i raggi cosmici ad energia più elevata potrebbero arrivare dall’esterno della nostra galassia. Di questo, e di tanti altri argomenti relativi a questo affascinante campo della fisica, i raggi cosmici ad altissima energia, si sta discutendo in un simposio internazionale, organizzato congiuntamente dal Gssi, dai Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e dall’Università dell’Aquila.
Da ieri e sino al 7 ottobre il Gran Sasso science institute accoglie 150 scienziate e scienziati provenienti da tutto il mondo. Il simposio è infatti uno dei più importanti appuntamenti dedicati alla fisica delle astroparticelle: le edizioni precedenti si sono tenute finora a Nagoya in Giappone, al Cern di Ginevra, a Springdale nello Utah, nuovamente in Giappone a Kyoto e infine a Parigi nel 2018. La ripresa dei lavori dopo lo stop dovuto alla pandemia passa quindi dall’Aquila, non a caso, visto la riconosciuta expertise a livello internazionale del gruppo di ricerca che tra Gssi, Università e Lngs si occupa dello studio della radiazione cosmica, sia dal punto di vista sperimentale che teorico. Tra le varie iniziative del gruppo vi è la partecipazione all’esperimento Auger, in Argentina, attualmente il più importante nel mondo dedicato allo studio dei raggi cosmici di altissima energia. Nel corso del simposio si terranno in totale circa 60 presentazioni, oltre a tre lezioni magistrali rivolte a tutta la comunità scientifica e agli studenti.

