Rapina in villa, scatta l’offensiva: «Decisa una maggiore vigilanza»

14 Febbraio 2023

Provvedimenti dopo l’incontro tra sindaco, prefetto Torraco e rappresentanti delle forze dell’ordine Di Nino: «Più carabinieri come stabilito dal Comitato per la sicurezza, mostrata grande sensibilità»

SULMONA. Più telecamere di video sorveglianza nei punti strategici e più pattuglie per la prevenzione e la vigilanza sul territorio comunale di Pratola Peligna. Sono questi i primi provvedimenti messi in cantiere per contrastare i gravissimi episodi di criminalità che si sono verificati nelle ultime due settimane. È quanto emerso dal summit che si è svolto ieri pomeriggio tra il sindaco Antonella Di Nino, le forze dell’ordine e il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco.
PIÙ CARABINIERI E TELECAMERE
«Nell’incontro con il prefetto Torraco ho avuto la conferma che il Comitato per la sicurezza ha disposto il rafforzamento dei dispositivi di vigilanza ad opera dei carabinieri su tutto il territorio comunale. Nel contempo ho chiesto al prefetto di poter avere notizie in merito ai fondi sulla videosorveglianza che ci consentirebbero di continuare a dotare il nostro paese di nuove telecamere in altri punti nevralgici e riuscire così ad avere un deterrente in più per contrastare i malviventi e per fornire uno strumento utile alle forze dell’ordine. Il prefetto Torraco, mostrando grande sensibilità, ha assicurato l’impegno a stretto giro di posta a prendere in esame la mia richiesta», ha dichiarato il sindaco Di Nino, che aveva chiesto un incontro con l’obiettivo di potenziare la sicurezza nella cittadina dopo la violenta rapina messa a segno nell’abitazione di un imprenditore edile di Pratola Peligna e dell’altro inquietante episodio in cui sono stati esplosi tre colpi di arma da fuoco contro il portone di due abitazioni.
La VIDEO SORVEGLIANZA
Attualmente il circuito della videosorveglianza di Pratola Peligna può contare su solo cinque telecamere dislocate nel centro storico e all’ingresso del paese, lungo la strada che conduce al casello della A25. «Ce ne vorrebbero almeno altre sette», sottolinea il sindaco Di Nino, «che ci consentirebbero di coprire quasi tutte le strade in entrata e in uscita da Pratola, più buona parte del centro storico. Si tratta di telecamere, per quanto riguarda quelle installate, di ultima generazione collegate con la centrale operativa di Napoli che consentono di leggere le targhe degli autoveicoli, anche se sono coperte. Un buon deterrente alle incursioni dei malviventi, i quali, sapendo che la percentuale di essere ripresi dalle telecamere è molto alta, ci penseranno bene prima di mettersi in azione».
LE INDAGINI SULLA RAPINA
Proseguono intanto le indagini sulla rapina messa a segno nella villetta di proprietà di Edoardo D’Andrea, di 77 anni, che insieme alla moglie e a uno dei figli sono stati rapinati da cinque malviventi incappucciati che li hanno tenuti legati per oltre un’ora fino a quando sono riusciti a farsi aprire la cassaforte e a rubare tutto il denaro che era custodito nel forziere. Più di 20 mila euro destinati alle buste paga dei dipendenti. I carabinieri stanno controllando i filmati delle telecamere al casello autostradale di Pratola da dove i ladri sarebbero arrivati per poi imboccare la strada interpoderale che li avrebbe condotti alla villa dell’imprenditore che si trova in un posto isolato a pochi minuti dall’A25. Inoltre gli investigatori, stanno analizzando i particolari raccolti nel sopralluogo eseguito nella casa rapinata così come i profili dei dipendenti che lavorano a servizio dell’imprenditore pratolano, soprattutto di quelli che potenzialmente potevano essere al corrente di particolari come il cancello rotto, la chiave sotto lo zerbino e la consistente somma custodita nella cassaforte per poter pagare il giorno seguente gli stipendi. Al momento l'inchiesta è stata aperta contro ignoti ai quali vengono contestati i reati di rapina aggravata, lesioni personali, violenza privata e porto abusivo di arma da fuoco.
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