Residenza sanitaria di Montereale Nuovi fondi per il completamento

Una perizia di variante dell’Asl supera lo stallo legato al ripristino e all’adeguamento strutturale Il sindaco Giorgi: «Il dg Romano sensibile al problema, così sarà possibile riaprire entro l’anno»
MONTEREALE. «Entro fine anno contiamo di riaprire la residenza sanitaria assistenziale di Montereale».
Lo annuncia il sindaco Massimiliano Giorgi, dopo che, il 30 dicembre scorso, una perizia di variante dell’Asl ha permesso di evitare un clamoroso intoppo. Infatti, in seguito all’aggiudicazione dei lavori, era emerso che la struttura della Rsa, al termine delle opere di ripristino dopo i danni causati dal terremoto, non avrebbe potuto essere utilizzata in quanto, nel progetto di gara, non erano ricompresi i lavori per il ripristino e l’adeguamento degli impianti elettrici, meccanici, idraulici e di segnalazione di sicurezza.
«Emersa questa problematica», prosegue il sindaco Giorgi, «dopo l’avvio del cantiere della Rsa all’Ati Todima (Gruppo Serpetti)-I Platani (Gruppo Palmerini) dell’ottobre 2020, superato un lungo e accidentato percorso, il nuovo dg dell’Asl, Ferdinando Romano, ha preso a cuore la problematica e ha attivato tutte le procedure necessarie per superare quest’ennesimo ostacolo. Su impulso del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio la pratica è stata seguita con molta attenzione dai vertici dell’Azienda sanitaria. In questi mesi si sono susseguiti numerosi incontri tecnici, ai quali l’amministrazione comunale ha partecipato grazie al coinvolgimento operato dal manager Asl fino alla soluzione del problema. Ringrazio tutti coloro che, in vario modo, si sono adoperati affinché i lavori alla Residenza sanitaria assistenziale andassero avanti nella giusta direzione del definitivo e pieno completamento. Entro il 2022 contiamo di riaprire i battenti di una struttura di vitale importanza per il nostro territorio sia in termini di eccellenza nell’assistenza sia sotto il profilo lavorativo e dunque economico per tanti nuclei familiari». Chiusa da 4 anni, dopo i danni causati dal terremoto del 2017 – che ha colpito più direttamente dei precedenti l’Alta Valle dell’Aterno – la struttura (provvisoriamente il servizio è collocato nella sede dell’ex Onpi, all’Aquila) si appresta a tornare operativa nel centro montano, con le auspicabili ripercussioni positive anche per l’indotto. Fino a prima del terremoto la residenza ospitava circa 60 anziani e 40 lavoratori.

