Riapertura delle attività vertice sulla sicurezza

16 Maggio 2020

Passerotti convoca un incontro al Comune con le associazioni di categoria per diversificare gli orari dei negozi e organizzare gli spazi per i mercati

AVEZZANO. Ripartire in sicurezza. Un bel dilemma per i Comuni chiamati a riempire di contenuti e regole l’ordinanza della Regione che ha fissato per lunedì l’attesa e temuta riapertura delle attività commerciali e dei mercati ambulanti. Vista la complessità dell’operazione ad alto rischio, anche se 39 dei 47 contagiati in città sono guariti, per disciplinare gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, organizzare i due mercati settimanali e fissare le norme per le attività produttive, a palazzo di città puntano su un percorso condiviso. Per fissare le linee generali, quindi, il dirigente del Suap, Massimo De Sanctis, su input del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, ha chiamato a raccolta – lunedì alle 13 nella sala riunioni del Comune – i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Cidec, Fiva-confcommercio e Coop senza barriere. «L’obiettivo della riunione», spiega Passerotti, «è quello di sentire quali sono le richieste e le difficoltà da superare dai rappresentanti delle associazioni di categoria e degli operatori».
In cima all’ordine del giorno spiccano aperture e chiusure delle attività a posto fisso, dove per limitare il rischio di contagio, soprattutto nei negozi a più alta affluenza, oltre ai dispositivi di protezione obbligatori, si ventila la diversificazione e l’allungamento degli orari. «Si potrebbe fare riferimento a quelli pre-emergenza Covid», aggiunge il commissario, «ma anche questo sarà oggetto di ascolto, concertazione e condivisione». La patata bollente, però, è quella dell’organizzazione degli spazi per i mercati del mercoledì e del sabato: qui, infatti, le norme della Regione stabiliscono il distanziamento delle bancarelle di due metri e mezzo l’una dall’altra, mentre nell’area mercatale recintata possono accedere due persone ogni operatore presente. Ora, mentre per il mercato del mercoledì nel catino di piazza Risorgimento, dove espongono una ventina di ambulanti, la questione è abbastanza gestibile, per l’appuntamento del sabato, dove il ritorno delle bancarelle in piazza Torlonia e nelle zone limitrofe è slittato per l’emergenza coronavirus, il problema è decisamente più complesso: il raddoppio delle distanze tra i banchi, infatti, rappresenta un ostacolo insuperabile per lo svolgimento del mercato con tutti i 118 ambulanti inseriti nella nuova graduatoria.
Una delle opzioni possibili potrebbe essere lo spacchettamento degli operatori in due blocchi da 59 con le presenze a fase alterna, oppure il cambio di location. In vista del nuovo faccia a faccia, dove si parlerà anche delle richieste di spazi aperti, agevolazioni e isola pedonale estiva più ampia chiesti dalle associazioni, a palazzo di città sono in fase di «elaborazione le linee guida per l’occupazione del suolo pubblico, anche in deroga».
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