Riapre palazzo Margherita: l’inaugurazione il 31 marzo

6 Febbraio 2022

Giunta Biondi intenzionata a restituire la sede alla comunità prima delle elezioni L’immobile tornerà a ospitare tutti gli uffici di rappresentanza del Comune

L’AQUILA. Si lavora a ritmo serrato nel cantiere di palazzo Margherita, per stare nei tempi preventivati. Il taglio del nastro dell’immobile, dopo la ristrutturazione post-sisma che si è prolungata ben oltre il previsto, è fissato a primavera, esattamente il 31 marzo prossimo. Questa la data concordata dall’amministrazione comunale, che vuole a tutti i costi restituire la sede municipale alla città prima delle elezioni, e la ditta che sta eseguendo i lavori, il raggruppamento temporaneo di imprese composto dall’aquilana Digimastri e dalle campane Samoa e Sepe.
Una seconda ricorrenza cade proprio quest’anno: i 500 anni dalla nascita di Margherita d’Austria, la “Madama” a cui il palazzo è dedicato.
CERIMONIA INAUGURALE
Inizialmente prevista nel 2019, l’inaugurazione dell’edificio, che tornerà ad ospitare gli uffici, di rappresentanza del Comune, è slittata più volte per intralci e imprevisti tecnici e burocratici prima al 2021, poi al 2022. Partito nel 2017, l’intervento di ristrutturazione di palazzo Margherita sarebbe dovuto terminare due anni dopo, ma il cantiere, per un valore di circa 11,7 milioni di euro, è ancora pienamente attivo. Per completare l’intervento, finanziato in parte dal Credito cooperativo italiano, mancano ancora il cortile interno, interessato dagli scavi della Sovrintendenza archeologica che sta effettuando verifiche sui ritrovamenti dei reperti, e il primo piano, dove resta da completare la pavimentazione. Il secondo piano, invece, è pronto per la riconsegna.
TORRE CIVICA
Un discorso a parte merita la Torre civica, stralciata dall’intervento iniziale. Il manufatto, a novembre 2021, è stato oggetto di una serie di crolli, che hanno costretto la ditta ad intervenire con un’imbragatura realizzata con una rete metallica. La Torre civica, che prima del sisma del 2009 custodiva la Bolla di Papa Celestino V, ha subìto una serie di danneggiamenti successivi al terremoto, in particolare nel 2016, quando si è inclinata notevolmente. Da allora il monitoraggio costante non ha rilevato ulteriori spostamenti, ma sarà necessario riprogettare l’intero intervento che seguirà una strada differente per il restauro rispetto ai lavori del palazzo. A tal proposito, la giunta comunale ha approvato, nei mesi scorsi, una variante da 4 milioni di euro al progetto di ristrutturazione (11,7 milioni di euro) proprio per stralciare l’intervento sulla Torre civica, che verrà restaurata solo in un secondo momento rispetto all’edificio principale.
SEDE DI RAPPRESENTANZA
Simbolo della municipalità aquilana, il palazzo di Margherita d’Austria è diventato la sede del Municipio cittadino dopo il trasferimento degli uffici giudiziari, che lo avevano occupato fino ai primi anni Settanta. Nello storico complesso è prevista, a ultimazione delle opere, la ricollocazione degli uffici di rappresentanza dell’amministrazione comunale e dei servizi alle dirette dipendenze del sindaco. In totale, accoglierà circa 300 dipendenti.
In particolare, secondo una delibera datata settembre 2019, nel palazzo torneranno «l’ufficio del sindaco, gabinetto e staff, l’ufficio di presidenza del consiglio, sala consiliare e sala preconsiliare, uffici della giunta e sala giunta, gli uffici dei gruppi consiliari, quelli delle commissioni, nonché del consiglio territoriale L’Aquila centro, la sala stampa, la segreteria generale, l’avvocatura».
Lo storico edificio sarà, inoltre sede, di Aq Progetti speciali mentre altri locali verranno messi a disposizione per le funzioni istituzionali. «Per tali destinazioni saranno utilizzati il piano primo e il piano secondo dell’edificio».
VARIANTE
Nella relazione dell’ultima variante viene sottolineato che il certificato per la prevenzione degli incendi (Cpi) è indispensabile per la messa in esercizio dell’immobile, successivo all’inaugurazione.
«Le previsioni di progetto relative all’affollamento dell’immobile, che prevedevano un numero inferiore alle 200 persone, sono state superate con l’adozione della delibera di settembre 2019», viene specificato nel documento, «la quale ha previsto la collocazione nello stabile, oggetto della variante, degli uffici di rappresentanza dell’ente, nonché gli uffici alle dirette dipendenze del sindaco, andando ad incrementare significativamente l’affollamento, portandolo al di sopra delle 300 persone previste».
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