Ricostruzione, lavori gonfiati Ciotti vuole patteggiare

L’AQUILA. Primi concreti sviluppi del procedimento penale che vede indagati il costruttore Carlo Ciotti e una quarantina di persone tra tecnici che hanno operato con lui in diversi cantieri e i...
L’AQUILA. Primi concreti sviluppi del procedimento penale che vede indagati il costruttore Carlo Ciotti e una quarantina di persone tra tecnici che hanno operato con lui in diversi cantieri e i committenti. Secondo l’accusa in alcuni dei 55 lavori per i restauri post sisma ci sarebbero state delle «spese gonfiate». Per la verità la truffa, che inizialmente era indicata in 700 mila euro si è poi ridotta in maniera sostanziale e Ciotti, tramite il suo legale, Ferdinando Paone, vuole patteggiare ma su come e quanto, è ancora da definire. La sua posizione è stata stralciata e se parlerà a maggio anche perché ieri era assente in udienza il pm titolare.
Sempre nella giornata di ieri, però, sono state discusse le posizioni di alcuni tecnici che hanno lavorato con lui in diversi cantieri. Visto che si tratta di un gran numero di persone il faldone iniziale è stato spezzettato in una serie di mini procedimenti e ieri ci sono stati alcuni rinvii e giudizio e proscioglimenti.
Più in particolare sono statimandati a giudizio i tecnici Pio Ciccone, Carlo Ianni, Maria Teresa Pandolfi, Alfio Curtacci, Antonio Vittorini. Va subito detto che le cifre contestate sono per tutti molto basse e i loro avvocati tengono a precisare che sarebbe davvero impensabile che qualcuno volesse fare una truffa per poche centinaia di euro o anche meno.
Nella stessa udienza di ieri sono stati prosciolti anche Luciano Sciomenta, Leonello Sacchetti, Giovanni Pace.
Ma, sempre nella stessa udienza alcuni tra gli tecnici rinviati a giudizio sono stati scagionati per altri casi contestati avvenuti in altri cantieri. Si tratta di Ianni, Ciccone e Curtacci.
I processi per le persone rinviate a giudizio sono stati fissati a dicembre 2015. Ieri, in aula ,gli accusati sono stati assistiti dagli avvocati Massimo Manieri, Pierluigi Pezzopane, Ernesto e Massimiliano Venta.
PROSCIOLTI. Due persone, infine, sono state scagionate dal gup in relazione a un presunto illecito nella ricostruzione con particolare riferimento al destino di contributi statali erogati. Si tratta di Michelangelo Valente e Donato Giuliani. Essi, erano sospettati, «al fine di conseguire un ingiusto profitto, con false attestazioni, di avere indotto in errore il Comune dell'Aquila che concedeva, a titolo di finanziamento agevolato per lavori di ripristino dell'agibilità sismica, un importo comprensivo dei lavori mai eseguiti».
Il Comune, parte offesa nel procedimento, emanò una delibera di giunta che autorizzò l'ufficio legale a costituirsi nell'udienza. La delibera, sentito il parere dell'avvocatura comunale, venne votata all'unanimità dall'esecutivo municipale.
Accuse del tutto campate in aria visto che è stato lo stesso pm a chiedere di scagionare gli imputati e il giudice è stato dello stesso avviso.
Nel corso del procedimento gli accusati sono stati assistiti in udienza dall’avvocato Gianluca Racano.In una fase precedente era stata scagionata un’altra persona.
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