Riforma della politica agricola: i timori delle imprese del Fucino

30 Novembre 2021

Gli imprenditori sono preoccupati per la distribuzione delle risorse (18 milioni) destinate all’Abruzzo Se n’è parlato all’incontro organizzato ad Avezzano da Confagricoltura con l’assessore Imprudente 

AVEZZANO. Il piano strategico nazionale dovrebbe portare 18 milioni di euro in più l’anno all’agricoltura abruzzese, ma molte aziende del settore zootecnico perderanno migliaia di euro. A fare il punto sulla riforma della politica agricola comunitaria 2023-2027 ieri sono stati 150 agricoltori che, nel vertice organizzato da Confagricoltura, hanno incontrato il presidente, Fabrizio Lobene, il tecnico Manlio Cassandro, Vincenzo Lenucci direttore dell’area politiche europee di Confagricoltura, la direttrice del dipartimento agricoltura della Regione Abruzzo Elena Sico ed Emanuele Imprudente vice presidente della giunta Regionale e assessore all’agricoltura. Al livello nazionale ogni anno arrivano grazie alla Pac (politica agricola comune) 3 miliardi di euro, di cui 70 milioni di aiuti diretti vengono distribuiti alle aziende abruzzesi. Nel corso dell’incontro è emerso che con la riorganizzazione della Pac ci sarà una ridistribuzione delle risorse, alcune regioni perderanno, come per esempio la Lombardia, altre invece guadagneranno come l’Abruzzo. I fondi in più che saranno destinati alla nostra regione, circa 18 milioni di euro, non saranno però ridistribuiti in modo equo, ma premieranno solo alcune aziende e ne penalizzeranno tante altre. Questa situazione sta iniziando a preoccupare molto gli agricoltori che si sono ritrovati a discutere, insieme ai tecnici, per trovare delle soluzioni valide.
«Ci sono state delle relazioni molto tecniche perché l’argomento è molto sentito», ha commentato il direttore di Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi, «il taglio complessivo di risorse al livello al comunitario sarà almeno del 10%. Al livello abruzzese ci sarà un guadagno, ma solo per delle aziende meno strutturate e di poco. La maggior parte invece perderanno. Questo sistema non favorisce le tante aziende del settore zootecnico del nostro territorio che si troveranno in difficoltà. Per questo la Regione sta cercando di recuperare su altri fronti per evitare danni alle attività. Entro gennaio si sapranno più informazioni sul contratto di distretto, un programma di investimento gestito dal ministero con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Anche Confagricoltura, attraverso i suoi tecnici sta cercando soluzioni a favore degli agricoltori». All'assemblea hanno preso parte anche i consiglieri Giorgio Fedele, Mauro Febbo, Simone Angelosante e Antonietta La Porta. Per il presidente Lobene «i buoni propositi della commissione Europea manifestati nei documenti preparatori della riforma si sono persi per strada. Non vediamo una strategia per la promozione del settore agricolo che garantisca la sicurezza alimentare, non emerge con chiarezza come si possa ridare vigore all’economia e all’occupazione nel settore agricolo, totalmente assente la semplificazione e l’abbattimento della burocrazia».