S’allaga la città con scarsa manutenzione

25 Agosto 2018

Tombini ostruiti e urbanizzazione carente. Il Comitato stazione accusa. Perrotta: «I tecnici comunali devono controllare»

SULMONA. Il piazzale della stazione trasformato in una piscina olimpionica. Più zone transennate. Strade che diventano torrenti, anche in pieno centro storico. Immagini che da anni e con sempre più frequenza si ripetono a Sulmona ad ogni acquazzone. Come quello dell’altro giorno o del giorno prima ancora. Scarsa manutenzione di tombini ostruiti, carenze ed errate opere urbanistiche, unite a fenomeni climatici sempre più estremi. Con inevitabili polemiche.
«La manutenzione spetta ai Comuni», precisa Luigi Di Loreto, amministratore unico della Saca, la società che gestisce il sistema idrico integrato, «noi diamo una mano, come possiamo, ma questo meteo non aiuta. Capiamo le difficoltà che hanno i sindaci, ma spesso gli allagamenti sono dovuti anche a errate pendenze delle strade o a lavori non eseguiti a regola d’arte».
I problemi più seri, all’ultima, violenta pioggia, si sono riscontrati come ogni volta su piazzale della Stazione, dove un autentico lago ha invaso di acqua e detriti il parcheggio, il bar e l’edicola, provocando l’ira del comitato “Sulmona, Stazione di Sulmona”.
«Purtroppo ancora una volta, nonostante le passate denunce sullo stato dell’arte di piazzale della Stazione, assistiamo a un nuovo allagamento», protestano dal gruppo di pendolari, «la misura è colma, poiché un’area che dovrebbe essere curata e al centro dell’attenzione, per via della presenza del polo ferroviario e per la frequentazione quotidiana di molti pendolari e viaggiatori, viene sistematicamente trascurata sia nella manutenzione ordinaria del verde quanto nella straordinaria sistemazione del piano stradale dei piazzali e degli scoli delle acque piovane. È impensabile che di fronte all’ennesima pioggia il piazzale diventi una piscina olimpionica».
Secondo il consigliere di minoranza, Francesco Perrotta, basterebbe realizzare qualche caditoia in più lungo le zone più critiche. «In questi casi non si può dare la colpa a chi amministra, ma ai tecnici che devono occuparsi della manutenzione e del controllo dei lavori sulle strade», fa notare Perrotta, «sono stato di persona sul piazzale della Stazione e basterebbe qualche semplice accorgimento come delle caditoie che scarichino direttamente al fiume».
Tutti lavori che dovranno essere ultimati con la seconda fase degli interventi prevista sull’asfalto di viale della Stazione. (f.p.)
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