San Benedetto-Pescina, è lite sui terreni

Consentono una rendita e dopo 70 anni il sindaco D’Orazio fa causa al Comune confinante
SAN BENEDETTO DEI MARSI. Dopo 70 anni dalla conquista dell’autonomia comunale da Pescina, il Comune di San Benedetto dei Marsi intenta una causa davanti al Commissariato del riordino degli usi civici. Obiettivo fare in modo che numerosi terreni da sempre “contesi” e su cui sono state costruite grandi opere possano fruttare anche a San Benedetto. Si tratta di somme di denaro che si aggirano intorno a centinaia di migliaia di euro, di cui ha sempre beneficiato solo Pescina.
«Dopo 70 anni, la nostra amministrazione ha trovato la forza e il coraggio per rivendicare le proprie ragioni in merito ai territori in contestazione con Pescina» afferma Quirino D’Orazio, sindaco di San Benedetto dei Marsi «si tratta di una vicenda di cui si è tanto discusso in passato e che mai nessuno aveva avuto il coraggio di portare, una volta per tutte, davanti a un giudice».
«La questione è di estrema importanza per la nostra comunità» va avanti «per diversi aspetti. Per primo si risolverebbe una storica vicenda riguardante i confini tra i due paesi che da sempre ha animato la nostra storia. In secondo luogo» insiste D’Orazio «qualora si dovessero riconoscere le nostre ragioni, il nostro paese potrebbe vedersi riconosciuta una parte cospicua dei proventi degli usi civici di cui oggi beneficia solo Pescina, con importanti vantaggi economici per San Benedetto. Ovviamente, non ci siamo limitati a chiedere i proventi per l'installazione delle sole pale eoliche, ma anche quelli per il posizionamento di elettrodotti, gasdotti e tutte le altre rilevanti opere realizzate su quei territori su cui rivendichiamo i nostri diritti. I nostri cittadini sappiano», concludono, «che attendiamo fiduciosi l'esito del giudizio e per questo lavoreremo sodo per portare a termine questa importante sfida». (m.t.)
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