San Vincenzo, parla il prete indagato: «Lavori autorizzati»

2 Agosto 2017

SAN VINCENZO VALLE ROVETO. «Metterò i documenti in piazza, a disposizione di tutti, dopo la fine delle indagini e dopo l’udienza». È la promessa del parroco di San Vincenzo Valle Roveto, don Domenico...

SAN VINCENZO VALLE ROVETO. «Metterò i documenti in piazza, a disposizione di tutti, dopo la fine delle indagini e dopo l’udienza». È la promessa del parroco di San Vincenzo Valle Roveto, don Domenico Buffone, finito sotto indagine per abuso edilizio dopo aver fatto abbattere il campanile della chiesa. «Avevamo tutte le autorizzazioni», racconta il sacerdote, «e ci siamo mossi velocemente perché dal 2013 il campanile era a rischio crollo. Poi c’è stato il nuovo terremoto e la parte alta è stata danneggiata ulteriormente. Abbiamo quindi presentato subito una Scia al Comune per avviare i lavori». L’esposto di un residente alla Soprintendenza ha fatto scattare le indagini della Procura. Il sacerdote, però, sottolinea di avere inviato delle lettere al Genio civile in cui si segnalava la pericolosità del campanile. «Lettere», spiega il religioso, «a cui non c’è mai stata risposta». Quindi le autorizzazioni c’erano, ma mancava l’ok della Soprintendenza, necessario per opere che hanno più di 70 anni. «Ma il campanile», sottolinea, «non è stato realizzato in concomitanza con la chiesa, che risale al 1937, ma ben 17 anni dopo, nel 1954. Quindi perché avremmo dovuto chiedere l’autorizzazione alla Soprintendenza se non rientrava nella fattispecie? Aspettiamo che i tempi della giustizia arrivino a compimento per riprendere i lavori e ristrutturare anche un pezzo del tetto crollato durante i lavori. Siamo stati fortunati che non ci sia caduto in testa durante le celebrazioni».
La Procura ha dato il permesso a parroco e fedeli di entrare nella chiesa sequestrata a prendere le statue di San Rocco, dell’Assunta e di San Vittore in vista della festa patronale.
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