Scoperti dalle fototrappole Nei guai 19 spacciatori

12 Settembre 2020

Fissata l’udienza preliminare per i sospettati di un traffico di cocaina in città Nascondevano la droga in barattoli e sacchetti sotterrati tra i canali del Fucino

AVEZZANO. Dovranno presentarsi davanti al giudice del tribunale di Avezzano con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Nei guai 19 persone finite al centro di un’inchiesta portata avanti dalla Distrettuale antimafia dell’Aquila. Determinanti, per individuare il traffico di cocaina, sono state le fototrappole utilizzate solitamente dalla Forestale. Secondo l’accusa, la droga proveniva dalla Lombardia e arrivava fino alla Marsica per essere spacciata in diversi comuni del territorio, ma anche all’Aquila. Davanti al gup dovranno comparire il 13 aprile Mirella Antonini, Samir Anzaoui, Atman Bya, Youssef Bya, Ennio Di Stefano, Yassir Edouar, Jamal El Argab, Rachid El Bouhali, Ahmed El Mansouri, Abdellah El Montasser, Hicham Harcha, Mohammed Moujjan, Moustafa Mourattill, Zineb Mourattil, Ahmed Omari, Gianni Palomba, Renata Petra, Yassine Samour e Abderrazzak Stoutou. Si tratta di persone residenti nell’area dove avveniva lo spaccio e in particolare ad Avezzano, Celano, Scurcola Marsicana, L’Aquila, Teramo e Milano. Le indagini sono scaturite da un’operazione dei carabinieri che ha portato gli investigatori nella Piana del Fucino. Alcuni degli accusati, infatti, secondo gli inquirenti, nascondevano la droga dentro barattoli o sacchetti di cellophane sotterrati tra i canali del Fucino, lungo le sponde dei canali, oppure vicino ad alberi e rovi. Ma non sapevano di essere spiati da fototrappole a infrarossi utilizzate dai carabinieri forestali per inquadrare orsi, daini, lupi e uccelli. Così gli investigatori hanno scoperto una presunta organizzazione per lo spaccio di droga molto fiorente che ha portato, a maggio del 2017 all’arresto di 14 persone.
In un primo momento sotto accusa c’erano 33 indagati, in maggioranza marocchini, ma per molti di loro è stato disposto il proscioglimento. In tutto sono stati sequestrati 130 grammi di cocaina, due chili di marijuana e 1,66 chili di hascisc. Il valore dello stupefacente sequestrato si aggira tra i 40 e i 50mila euro, ma il volume d’affari dell’associazione è stato stimato intorno al mezzo milione di euro all’anno. Gli esiti dell’indagine sono stati frutto del lavoro incrociato della magistratura aquilana e di quella di Avezzano con due diverse ordinanze sulla stessa vicenda. Alla base delle indagini ci sono molte intercettazioni e appunto delle fotografie. Gli investigatori, nel corso dell’inchiesta, scovarono anche sette clandestini. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Mario Del Pretaro, Luca e Pasquale Motta, Roberto Verdecchia e Mauro Ceci. (p.g.)
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