Scossa di magnitudo 2.2 a Pescostanzo, in Molise timori per le scuole

17 Gennaio 2016

Il terremoto non si ferma e alle 15,33 di oggi ha interessato anche l'Abruzzo. Il presidente dei geologi molisani: «Il 70% delle scuole del Molise è a rischio sismico. Non ci sono le condizioni per giustificare un allarme, ma gli amministratori pongano in essere tutte le procedure e le verifiche a protezione degli edifici sensibili»

PESCOCOSTANZO. Una piccola scossa di magnitudo 2.2 è stata registrata oggi, alle 15.33, tra Pescocostanzo e Rivisondoli, in provincia dell'Aquila. Secondo gli esperti, l'evento sarebbe parte dello sciame sismico che da mercoledì ha interessato la zona di Campobasso, in Molise, con 35 scosse superiori alla magnitudo 2, con eventi significativi sabato sera (scossa di magnitudo 4.1) e questa notte (3.2).

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La faglia appenninica interessata al movimento tellurico abbraccia la zona montuosa che da dal Parco regionale del Matese al Parco nazionale della Maiella. Intanto è ancora alto l'allarme in Molise, dove il gelo e la neve stanno attanagliando i paesi più colpiti dallo sciame sismico di questi giorni. L'utlima scossa con epicentro a Ferrazzano (Campobasso) risale alle ore 15,47 ed è stata di magnitudo 2.5. Sono molti gli amministratori comunali molisani che in queste ore si stanno chiedendo cosa fare domani mattina in vista della riapertura delle scuole.
In Molise «il 70% delle scuole è a rischio sismico e ugualmente gli altri edifici pubblici». Ha affermato oggi il consigliere nazionale dei geologi e già presidente dell'ordine dei geologi del Molise Domenico Angelone, aggiungendo che «a distanza di quasi 4 anni dal terremoto dell'Emilia, 7 anni da quello dell'Aquila e 14 anni da quello di San Giuliano di Puglia, torna la paura in Molise per lo sciame sismico che da alcuni giorni è in atto nel territorio della provincia di Campobasso, distretto sismico Baranello-Vinchiaturo». Angelone osserva che «lo spettro della faglia del Matese, il grande mostro storicamente capace di rilasciare energia per magnitudo anche superiori a 7, spinge il mondo scientifico a studiare la serie sismica in corso ormai da giorni con estrema attenzione e cautela». Il geologo aggiunge che l'evento «sebbene di poca rilevanza dal punto di vista energetico, costituisce grande preoccupazione ed angoscia in quelle popolazioni». «Il nuovo approccio che gli eventi dell'Aquila hanno prodotto - prosegue Angelone - inducono a considerare l'attività di sciame sismico come una normale attività di rilascio graduale dell'energia, che però non esclude il verificarsi di eventi di maggiore intensità e/o durata, non necessariamente nelle stesse aree epicentrali fino ad ora interessate, ma in un intorno coincidente con il distretto sismico di riferimento (Baranello-Vinchiaturo). Considerato che non esistono ad oggi le condizioni per procurare un ingiustificato allarme - conclude - si invitano comunque gli amministratori locali a porre in essere tutte le procedure di verifica e protezione degli edifici sensibili».