Sequestro annullato per Zazza, il comandante sospeso dal lavoro

16 Febbraio 2022

Il tribunale ha disposto la restituzione di circa 1.900 euro. Richiesta anche la revoca della misura Il capo dei vigili è accusato di assenze ingiustificate e utilizzo delle auto del Comune a scopo personale

CARSOLI. Annullato il sequestro sul conto corrente del comandante della polizia locale di Carsoli Stefano Zazza sospeso per otto mesi dall’incarico perché ritenuto responsabile di assenze ingiustificate dal posto di lavoro durante le quali avrebbe attestato falsamente la propria presenza tramite il cartellino elettronico in dotazione e utilizzo delle auto del Comune a scopo personale. L’inchiesta è partita da una denuncia presentata dalla sindaca di Carsoli, Velia Nazzarro, il 24 dicembre del 2019 dopo aver riscontrato «gravi mancanze» nel comportamento del capo dei vigili urbani. Il tribunale dell’Aquila- sezione per il riesame dei provvedimenti di sequestro ha annullato il decreto e ordinato la restituzione delle somme. Il sequestro preventivo, di circa 1.900 euro, sul conto corrente di Zazza era stato emesso il 21 gennaio scorso dal gip del Tribunale di Avezzano. La richiesta di riesame del provvedimento è stata avanzata dall’avvocato Omar Sanelli del foro di Chieti che ha presentato istanza di annullamento anche per la misura interdittiva. A riguardo c’è attesa per la fissazione dell’udienza da parte del Tribunale del riesame. Zazza è accusato di truffa, peculato e falsità ideologica. Il comandante è stato monitorato per diversi mesi dagli inquirenti anche con l’ausilio di sistemi di controllo elettronico degli spostamenti che hanno consentito di acquisire numerosi elementi di prova. Oltre alla misura cautelare della sospensione temporanea dall’incarico, il giudice aveva disposto l’esecuzione del sequestro preventivo della somma corrispondente all’ammontare del danno arrecato all’Ente pubblico nei mesi in cui si sono svolte le indagini. Zazza, per l’accusa, ha ottenuto un complessivo, ingiusto profitto di circa 1.900 euro, con pari danno per il Comune, percependo la retribuzione, scrive il gip Proia, anche per i periodi interessati «dalle fraudolente timbrature, in difetto della correlata prestazione lavorativa».
La misura cautelare, disposta dal gip del tribunale di Avezzano, Maria Proia, su richiesta del pubblico ministero Ugo Timpano, era stata eseguita dai carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo guidati dal capitano Michele Valentino Chiara.
Nello stesso procedimento risulta indagato anche un altro agente dello stesso corpo di polizia locale, B.A., che, secondo gli inquirenti, avrebbe concorso nella commissione di alcuni reati.
(f.d.m.)
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