Sgarbi sfiderà la sindaca Casini in tribunale e alle future elezioni

5 Dicembre 2020

Il critico d’arte: «La denuncio per le sue affermazioni e alle Comunali presenterò la mia lista» E l’amico Formichetti lo difende e critica il Premio Sulmona: «Vi racconto cosa è successo quella sera»

SULMONA. Si fa sempre più duro lo scontro tra Vittorio Sgarbi e la sindaca di Sulmona Annamaria Casini. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi, ieri, tramite il suo ufficio stampa, il parlamentare e critico d’arte ha reso noto di voler sfidare il primo cittadino alle prossime elezioni comunali presentando una propria lista. Si chiamerà “Rinascimento”. «Quello che Sulmona merita», dice il critico d’arte, «per la sua storia per quello che ho sempre detto e scritto. E per quello che oggi le manca». Nel frattempo, Sgarbi ha annunciato una querela nei confronti di Casini «per le offese» che il sindaco avrebbe rivolto nei suoi confronti. Intanto, l’artista di Pratola Peligna, Silvio Formichetti, coinvolto anche lui nella storia delle mascherine che ha scatenato l’acceso scontro fra sindaco e Sgarbi, racconta la sua verità. «Al sindaco ho inviato un messaggio di scuse, al quale ad oggi non ho ancora ricevuto risposta», afferma Formichetti, «piuttosto, mi stupisco come della vista a Sulmona di Sgarbi si parli esclusivamente della mascherina e non dei commenti dell’onorevole, tutt’altro che positivi sullo stato di degrado dei monumenti e delle bellezze della città». Travolto nel vortice delle politiche insieme a Vittorio Sgarbi, per non aver indossato la mascherina durante la passeggiata nel centro storico della città, l’artista Formichetti replica a tutti quelli che lo hanno accusato di aver violato le disposizioni del Dpcm sull’emergenza sanitaria in atto: «Sarebbe stato molto più costruttivo concentrarsi su come migliorare lo stato di degrado in cui versano i palazzi storici della città invece di spostare l’attenzione sulle mascherine, che sia io che Sgarbi portavamo nelle nostre tasche. Il gesto di non indossarle non è stato né voluto né provocatorio bensì naturale in considerazione del fatto che in quel momento, per le vie di Sulmona, non c’era nessuno». Formichetti racconta quindi come si è arrivati alla serata delle polemiche. «Sapevo già dallo scorso 15 ottobre che Sgarbi sarebbe venuto nel capoluogo peligno in occasione del Premio Sulmona e della sua volontà di visitare la pinacoteca intitolata a Italo Picini», spiega l’artista pratolano, «l’ho anche annunciato con un post su Facebook insieme a una foto che ci ritraeva entrambi senza mascherina in giro per le vie di Roma, ripresi dalle telecamere Rai e Mediaset. Nessuno in quell’occasione ha detto nulla. A Sulmona è invece accaduto il finimondo».
Sulla decisione di Sgarbi di lasciare la presidenza del Premio Sulmona di Arte contemporanea, Formichetti dice di condividerla in pieno: «Nel tempo, il livello della manifestazione si è notevolmente abbassato. Gli attuali vertici del Premio ne sottolineano l’elevato numero di partecipanti che non è affatto sinonimo di forza e prestigio. Tutto il contrario. E mi stupisce il fatto che gli stessi vertici non abbiano detto nulla su questa vicenda. E poi considero indelicata l’uscita del sindaco Casini, nel sottolineare il gettone corrisposto a Sgarbi per la sua partecipazione. A riguardo, mi sento di dire che, grazie al rapporto di amicizia che ho con l’onorevole, quanto corrisposto non si avvicina minimamente ai suoi reali compensi».