Soccorso alpino, il Pd rilancia sulla sede: deve stare all’Aquila

5 Gennaio 2022

L’AQUILA. Una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, all'assessore regionale, Guido Quintino Liris, inviata anche alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica, sulla...

L’AQUILA. Una lettera al presidente della Regione, Marco Marsilio, all'assessore regionale, Guido Quintino Liris, inviata anche alla Corte dei conti e alla Procura della Repubblica, sulla localizzazione della sede del Soccorso alpino regionale. A firmarla, il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, che sollecita Marsilio e Liris «a chiarire quali e quante sono le risorse che, nel bilancio regionale 2022 appena approvato, sono destinate a sostenere le attività del Soccorso alpino abruzzese e ad erogarle nel più breve tempo possibile. Al tempo stesso vi chiedo di sostenere e far approvare il progetto di legge che localizza la sede del Soccorso alpino nel capoluogo di Regione», afferma Pietrucci, «e vi suggerisco di non attribuire alcuna risorsa eccedente l’attività operativa che possa in ogni forma essere destinata a spese incongrue, non necessarie e dunque passibili di severa contestazione giuridica e contabile. Mi riferisco al rischio che taluni fondi possano essere utilizzati per l’acquisto, l’affitto o qualsiasi altra spesa di funzionamento di immobili e strutture, dal momento che il Comune dell’Aquila ha gratuitamente messo a disposizione del Sasa, da tempo, gli spazi operativi dell’aeroporto di Preturo. Non è una battaglia di campanile», conclude Pietrucci, «ma di dignità e di giustizia perché il Corpo nazionale del Soccorso alpino nasce all’Aquila nel 1958. Ci dobbiamo riprendere ciò che ci appartiene per storia». Sull’argomento è intervenuto anche il segretario regionale del Pd, Michele Fina, sottolineando come «la scelta dell’Aquila non risponderebbe ad alcun criterio campanilistico, ma a limpide logiche funzionali: tanto più che è stato il Comune stesso, amministrato dal centrodestra, a mettere gratuitamente a disposizione le strutture. Non si pecchi di presunzione e si faccia marcia indietro». (m.p.)
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