Soldi non dovuti restituiti a rate
Casa equivalente, il cittadino rimborsa senza interessi o penalità
L’AQUILA. I soldi per l'abitazione equivalente vengono accreditati per il totale della somma, ma se si tratta di restituire i soldi (perché si scopre che non erano dovuti) si può fare con rate annuali. Almeno è questo che emerge dalla lettura di una recente determina dirigenziale che ha per oggetto “Restituzione di somme erogate per le spese di acquisto abitazione sostitutiva”.
Nell’atto si rifà sommariamente la storia della vicenda. Nel 2011 un cittadino chiese “ai sensi delle ordinanze 3790 e seguenti la concessione del contributo per la copertura degli oneri relativi all’acquisto di abitazione sostitutiva di quella principale distrutta dal sisma. A seguito di istruttoria tecnico-economica positiva, effettuata dal Consorzio Cineas la domanda fu ammessa a contributo definitivo per un importo di oltre 200.000 euro e la somma venne accreditata dal Comune, con una determina, all'inizio del 2014”.
Nel giugno 2017 il colpo di scena. Il beneficiario con una nota chiede di restituire al Comune il contributo ottenuto per “carenza dei requisiti di ammissibilità”. In sostanza dopo tre anni il cittadino scopre (non si sa se per sua diligenza o per verifiche successive) che deve ridare indietro il denaro. Nel 2018 vengono restituiti 110.000 euro circa e il resto nel 2019 cioè dopo 5 anni. Il totale delle due “rate” è identico alla somma accreditata (tutta insieme) nel 2014, senza interessi o penalità. Il fatto di aver rateizzato significa che quei soldi in qualche modo erano stati già spesi per il riacquisto. L’ennesima perla della norma sull’abitazione equivalente.
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