«Sono l’uomo giusto per dare un futuro vivibile ai nostri figli»

7 Giugno 2017

Lo schieramento è sempre “Libertà e partecipazione”, ma rispetto alle Comunali del 2012 ci sono delle novità. In lista compaiono Raffaello Di Domenico, architetto, ex presidente di Italia Nostra,...

Lo schieramento è sempre “Libertà e partecipazione”, ma rispetto alle Comunali del 2012 ci sono delle novità. In lista compaiono Raffaello Di Domenico, architetto, ex presidente di Italia Nostra, ricercatore storico, Rossana Lazar, delegata dell’associazione avezzanese contro la sindrome di Duchenne, Giovanni Gagliardi della LFoundry-Smic e diversi giovani come Gessica Marinelli ed Emiliano Biancone. L’età media è di 45 anni. Fatta eccezione per Roberto Lucantonio e Giancarlo Di Matteo, gli altri 22 aspiranti consiglieri comunali sono alla prima esperienza in politica.
«I cittadini devono votarmi perché, se fanno uno screening dei candidati ed uscendo dalla logica delle liste, trovano in me il candidato sindaco più credibile», sottolinea Nazzareno Di Matteo, imprenditore nel settore dello sport, «posso dare delle risposte concrete alla città, garantire quel necessario cambio di marcia, basta guardare alla mia storia».
Di Matteo ha 58 anni. Al 1985 risale la sua prima volta da consigliere comunale, con l’allora Pci (al governo della città c’era Sergio Cataldi). Da segretario dell’ex Pds, sostenne con forza la ricandidatura di Mario Spallone (il secondo mandato del Professore fu osteggiato aspramente da una parte del centrosinistra). Nell’era Spallone, Di Matteo è stato sui banchi del consiglio in qualità di capogruppo. Ha scelto di ricandidarsi dopo avere tentato un’alleanza con l’ex assessore Lorenzo De Cesare e con Tiziano Genovesi di “Noi con Salvini”.
«La mia priorità è quella di rimettere in sesto la macchina burocratica», sostiene Di Matteo, «adesso ad Avezzano c’è la cosiddetta burocrazia difensiva da parte dei dirigenti: non si ha una programmazione seria e lungimirante, i dirigenti rispondono a diktat politici e la vita amministrativa è bloccata, a danno dei cittadini che non hanno santi in paradiso. Avezzano ha un problema serio legato all’inquinamento. La Regione è inadempiente sull’indagine epidemiologica, c’è un’elevata incidenza di tumori anche nella fascia pediatrica e non si capisce il perché. Sono l’uomo giusto per consegnare ai nostri figli una città più vivibile e per portare avanti politiche di sviluppo ecosostenibile. Avezzano è l’unico Comune che non ha introiti dalle energie rinnovabili o ha fatto interventi in tal senso». (r.rs.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA