Stop al credito per i bonus: «Colpo alla ricostruzione»

Adesso i costruttori temono rallentamenti nei cantieri delle aree dei due crateri E l’opposizione chiama Biondi: subito un tavolo di confronto per trovare soluzioni
L’AQUILA. «Il blocco della cessione dei crediti azzoppa anche la ricostruzione»: l’allarme arriva dai costruttori abruzzesi e marchigiani, i più impegnati sul fronte del post-sisma. Se per l’Ance Marche, infatti, «senza la cessione del credito ora sarà quasi impossibile che i cittadini con le case danneggiate possano trovare i fondi per portare a termine i lavori», la sezione abruzzese attacca direttamente il governo Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, parlando di «mancata interlocuzione con le categorie coinvolte».
Ma il tema scoppia fragoroso anche nella città dell’Aquila. «Potenziali nefaste ricadute anche sul processo di ricostruzione», così scrive Stefano Palumbo, consigliere comunale del Partito democratico, continuando: «Quella del governo Meloni è una decisione che rischia di mettere in ginocchio l’interno comparto edilizio nazionale, che assume però un significato davvero mortificante per un territorio impegnato più di altri nel processo di riqualificazione e di messa in sicurezza del patrimonio immobiliare e nel quale la stessa premier è stata eletta con un largo sostegno di tante imprese, professionisti e cittadini che adesso si sentono traditi».
Ricorda poi il consigliere di opposizione, chiedendo anche l’avvio di un confronto tra politica e imprese aquilane: «Una mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale lo scorso 5 dicembre, impegnava il sindaco Pierluigi Biondi a costituire un tavolo permanente sul tema del Superbonus 110% applicato alla ricostruzione privata, per promuovere modifiche normative da proporre concretamente al governo centrale, con la partecipazione, oltre che degli assessori e dei presidenti delle commissioni consiliari competenti, anche del dirigente del settore Ricostruzione privata del municipio, del titolare dell’ufficio speciale Usra e dei presidenti di Ance L’Aquila, Abi Abruzzo, Ordine degli architetti, Ordine degli ingegneri, Collegio dei geometri, Ordine dei periti industriali, Ordine dei geologie Ordine dei dottori commercialisti. Sorvolando sul fatto che siano passati più di due mesi senza che sia stato dato seguito all’indirizzo, alla luce della sconcertante decisione del governo di bloccare definitivamente lo strumento della cessione del credito e di vietare l’acquisto del credito anche alle Pubbliche amministrazioni, ritengo indispensabile convocare con urgenza il tavolo, in modo da poter analizzare le ricadute e cercare eventuali possibili soluzioni». (l.t.)
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