Strade invase da rocce e acqua: via ai lavori al Fossato del Canale

19 Agosto 2023

Arriva l’ok dagli enti interessati, si sblocca il progetto per la messa in sicurezza dell’alveo e dell’area L’intervento per fermare inondazioni e sversamenti nei campi e sulle vie provinciali 35 bis e 5 bis 

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila, a seguito di una conferenza dei servizi, avvierà presto i lavori per la messa in sicurezza idrogeologica del Fossato del Canale, nel territorio della frazione di Bagno nella zona dove c’è l’antica chiesetta della Madonna delle Canale.
Il motivo dell’intervento è chiarito dalla nota che la Provincia ha inviato il Comune e acquisita agli atti della conferenza dei servizi che si è svolta all’inizio di agosto. L’opera, si legge, «ha la finalità di ristabilire le condizioni di sicurezza e mitigare le condizioni di rischio idrogeologico in atto nella porzione di territorio ricadente nella frazione di Bagno, per la presenza del corso d’acqua denominato Fossato del Canale. Le strade 35 bis di Bagno e 5 bis Vestina Sirentina – la cui gestione risulta in capo alla Provincia – risultano interessate da fenomeni di inondazioni e da sversamenti di materiale roccioso provenienti, in caso di forti piogge, dal Fossato del Canale. I predetti fenomeni di allagamento sono legati agli eventi meteorici eccezionali divenuti sempre più frequenti e possono costituire pericolo per gli utenti della strada e causare danneggiamenti al patrimonio stradale. L’intervento proposto è idoneo e auspicabile ai fini della corretta regimentazione delle acque provenienti dal Fossato. Inoltre in considerazione della presenza di ulteriori canalizzazioni nella porzione di territorio a valle dell’intervento – ubicata nell’area ricompresa tra le due strade provinciali – si chiede di poter valutare la possibilità di estendere gli interventi di pulizia e messa in sicurezza fino al raggiungimento dei canali ricettori finali di scolo, adiacenti alla strada 5 bis Vestina Sarentina, valutando altresì la possibilità di prevedere eventuali sistemi di accumulo-drenaggio delle acque di scorrimento in caso di precipitazioni abbondanti».
La Gran Sasso Acqua ha espresso parere favorevole e ha chiesto che «durante l’esecuzione dei lavori vengano eseguiti dei saggi al fine di individuare l’interferenza con le infrastrutture presenti. In caso di interferenze con l’acquedotto o il collettore fognario occorre, caso per caso individuare la soluzione ottimale al fine di non comprometterne la funzionalità». Stessa cosa ha fatto 2i Rete Gas che segnala «la presenza di impianti» gestiti dalla stessa società e per i quali comunica che «al fine di individuare eventuali interferenze dovrà pervenirci con congruo anticipo una richiesta di intervento». Gli interventi previsti, scrive il Comune, «possono essere inquadrati tra quelli di terza categoria volti ad impedire inondazioni, straripamenti, corrosioni, invasioni di ghiaie o altro materiale di alluvione, che possano recare rilevante danno al territorio o agli abitati e producendo impaludamenti possano recare a danno all’igiene o all’agricoltura. O lavori progettati prevedono la straordinaria manutenzione del corso d’acqua con realizzazione di briglie, contenimento ripariale oltre ad opere d’arte per attraversamenti stradali o per il superamento di dislivelli».
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