Sul Liri galleggiano rifiuti e sostanze nauseabonde

Civitella Roveto, il sindaco Tolli accusa i gestori delle centrali idroelettriche: «Sversamenti senza controlli, denunceremo il fatto alle autorità competenti»
CIVITELLA ROVETO. Il fiume Liri invaso da rifiuti e sostanze chimiche nauseabonde, cittadini e turisti si rivolgono a forestale, carabinieri e Comune. Il sindaco di Civitella Roveto, Raffaelino Tolli, annuncia che presenterà una denuncia. Un brutto risveglio, ieri mattina, per gli abitanti di Civitella. Una marea di rifiuti, visibili dal ponte che passa sul Liri, scendevano trasportati dalla corrente. L’acqua era torbida e impregnata di sostanze, che emanavano un odore irrespirabile. Il tutto a un paio di giorni dalla ripulitura del fiume da parte di un gruppo di volontari. «Non è la prima volta che succede», commenta il sindaco Tolli, «quando vengono aperte le chiuse dei bacini di captazione delle acque, rifiuti e sostanze pericolose si riversano nel fiume. Non è possibile che i gestori delle centrali idroelettriche sversino tutto così com’è» va avanti, «dovrebbero eliminare i rifiuti e depurare le acque dalle sostanze pericolose, prima di aprire gli sbarramenti. Domenica la nostra associazione dei pescatori ha bonificato un lungo tratto del fiume Liri, liberandolo da scorie, immondizia e residui di ogni genere. La nuova ondata di rifiuti ha annullato l’opera dei volontari». Tante le persone che si sono indignate per il “triste spettacolo” e hanno chiesto spiegazioni all’amministrazione comunale.
«Da anni diciamo che, a causa delle innumerevoli captazioni, che sottraggono tantissima acqua, per gli impianti idroelettrici o per usi potabili di zone extra-rovetane», denuncia Tolli, «il nostro fiume, che qualche decennio fa aveva una portata molto rilevante, è ormai ridotto a un piccolo ruscello. Oltretutto, vi vengono spesso rovesciate sostanze chimiche di tutti i tipi. Continuando così, nessuna forma di vita che sia flora o fauna sarà più presente e anche le poche specie ittiche sopravvissute saranno condannate a morte. Non vogliamo che ciò si ripeta», conclude il sindaco «denunceremo il comportamento di questi prepotenti e sconsiderati in ogni sede, perché quello che si è verificato ieri è un grave crimine contro l’ambiente e contro la salute dei cittadini». Sull’accaduto è molto duro anche il commento dell’ex presidente della ex comunità montana Valle Roveto, Marcello Di Cesare. «Vorrei mettere le ali alla mia martoriata Valle Roveto e farla planare su altri lidi», dice, «grazie all’assessore degli Enti pubblici, del periodo della “morte” delle comunità montane, tutto quello che è scompiglio dei Comuni si ripercuote sulla cattiva razionalità dei territori».
Magda Tirabassi
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