Targa a Ramelli, Biondi va avanti: «Parere negativo non vincolante»

La lapide in ricordo del 19enne ucciso negli anni di piombo si farà, come deciso a giugno dal consiglio Il sindaco difende la scelta: «La sua vicenda è unica, le istituzioni hanno il dovere di commemorare»
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila va avanti: Sergio Ramelli avrà una targa commemorativa in città. «L’ordine del giorno approvato il 12 giugno è stato erroneamente inviato allo commissione per l’Onomastica che non è competente per l’apposizione di targhe, ma per le intitolazioni e le denominazioni. Peraltro, il parere espresso dall’organismo è obbligatorio, ma non vincolante. Pertanto l’amministrazione procederà secondo quanto stabilito dal consiglio comunale, massima istituzione democratica ed espressione della volontà popolare». Parola del sindaco Pierluigi Biondi, che replica così alle opposizioni, chiudendo la vicenda del parere negativo della commissione sulla lapide in ricordo del 19enne del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 a Milano da estremisti di Avanguardia operaia.
LA DIFESA DELLA SCELTA
«La sola “colpa” di Ramelli fu quella di aver condannato in un tema scolastico le Brigate Rosse», continua il primo cittadino. «Lui, come molti altri, è da ascrivere nell’elenco delle vittime degli “anni di piombo”, in cui contrapposte fazioni si sono scontrate sulla base di ideologie che la storia ha definitivamente archiviato e relegato nei libri di storia». E ancora: «Ciò che differenzia, però, la sua vicenda è legato a un elemento: la sua condanna a morte, morale, viene sentenziata all’interno di un luogo, la scuola, che è, o dovrebbe essere, il baluardo per la tutela, la crescita e la formazione dei ragazzi. Questa è l’unicità legata alla figura di Ramelli, che le istituzioni, anche il Comune dell’Aquila, hanno il dovere di ricordare al pari di altre tragiche morti registrate in quegli anni su cui non ci sono e non ci sono mai stati preclusioni o pregiudizi.
L’OPPOSIZIONE ATTACCA ancora
Era stata l’opposizione ha segnalare il no della commissione Onomastica. Dopo le parole di Biondi, quindi, immediate le controrepliche. «Adesso Biondi decide pure di infischiarsene del parere della commissione Onomastica comunale», scrive il consigliere di L’Aquila coraggiosa Lorenzo Rotellini, continuando: «Eppure, la stessa commissione aveva espresso parere non favorevole anche per una targa a seguito dell’attentato di Berlino del 2016 dove perse la vita la studentessa Fabrizia Di Lorenzo di Sulmona; la motivazione fu la stessa di oggi: si ravvisa la necessità di ricordare tutte le vittime del terrorismo. In quell’occasione il sindaco però non si impose come oggi affinché venisse posta la targa». Aggiunge il Partito democratico: «Biondi intende “tirare dritto”, forte su questioni marginali e debolissimo sui problemi veri. La vicenda di Ramelli sta dentro un fenomeno storico complesso. Provare a decontestualizzare il singolo episodio è un’operazione inaccettabile che sta dentro al tentativo ossessivo della destra post-fascista di riscrivere la storia. Così non si fa altro che soffiare sul fuoco della contrapposizione ideologica».
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