Tartufo, un affare per l’Abruzzo Ecco i fondi per altri 143 impianti

2 Settembre 2022

La Regione soddisfa tutte le domande: 406 ettari di terreno diventano boschi per crescere funghi ipogei L’assessore Imprudente: vantaggi all’economia e lotta ai cambiamenti climatici con gli alberi piantati

L’AQUILA. Via libera ai fondi per realizzazione di altre 108 tartufaie in tutto l’Abruzzo, dopo i 35 già ammessi a finanziamento, per un totale di 143 impianti tartufigeni. Quella del tartufo si conferma così un’attività che sta conoscendo un vero e proprio boom. Con le ulteriori risorse messe a disposizione dalla Regione, i nuovi ettari di terreno per produrre il tubero sostenuti con gli ultimi fondi assegnati dal Piano di sviluppo rurale Psr) saranno 406 e non solo 186. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente.
TUTTE LE RICHIESTE ACCOLTE
Disponendo lo scorrimento della graduatoria, vengono soddisfatte altre 108 domande per i contributi finalizzati all’«imboschimento e alla creazione di aree boscate in terreni agricoli ed ex agricoli mediante realizzazione di impianti tartufigeni». Ricevono così una risposta positiva tutte le richieste avanzate in occasione dell’edizione 2020 dell’avviso pubblico per la “Sottomisura 8.1 del Programma di sviluppo rurale 2014/2022”, approvata a gennaio per un totale di 1,9 milioni di euro. Inizialmente erano state 35 le domande approvate e finanziate, un totale di 884.125 euro.
AMBIENTE Ed ECONOMIA
«L’Abruzzo è ricco di tartufo di buona qualità e quindi il prodotto costituisce una eccellenza», dichiara l’assessore Imprudente, «questa misura rafforza la posizione della nostra regione. Grazie alle risorse aggiuntive per circa 970.000 euro che siamo riusciti a reperire, il nostro patrimonio arboreo si arricchirà di oltre 163mila alberi appartenenti a specie autoctone quali roverella, cerro, carpino e nocciolo. Le campagne abruzzesi si andranno così ad arricchire di nuove superfici a bosco pari per l’equivalente di 570 campi di calcio». Importanti vengono considerate le ricadute sia sull’aspetto produttivo, «vista l’opportunità di diversificare i redditi nelle aree rurali della regione», sia su quello «di grande attualità del contrasto ai cambiamenti climatici».
I CONTRIBUTI
I contributi, fino a un massimo di cinquemila euro per ettaro, sono concessi a copertura dei costi di impianto. Sono però previsti anche un premio annuale per la manutenzione dell’impianto per un periodo pari a dodici anni, nonché, per i terreni agricoli coltivati nei cinque anni precedenti la presentazione della domanda, un premio annuale per la compensazione dei mancati redditi agricoli, anche questo per 12 anni. Con le prime 35 domande presentate possono essere realizzati 186 ettari di nuovi impianti tartufigeni. Grazie alla possibilità di utilizzare ulteriori fondi derivanti dalla rimodulazione del piano finanziario del Psr, e il finanziamento di altre 108 domande, si realizzeranno altri 220 ettari circa di nuovi impianti.
i tartufi in abruzzo
In Abruzzo le migliori aree tartufigene per i tartufi neri vengono considerate quelle nella provincia dell’Aquila della Val Roveto, gli altopiani della Marsica tra Luco e Gioia dei Marsi, Scanno, Pescasseroli, la zona del Fucino tra Avezzano e Pescina, la Conca dell’Aquila (Fagnano, Celano, Magliano dei Marsi, Monte Velino) sino alle pendici del Gran Sasso, dove Scoppito è il centro più rinomato. Aree tartufigene di rilievo sono la Conca di Capestrano, la Valle Peligna a nord di Sulmona e l’altopiano dei Navelli. Importante è la produzione di tartufo bianco pregiato della Val di Sangro a sud della Maiella da Castel di Sangro verso i fiumi Sangro e Trigno toccando vari comuni (Rosello, Borrello, Pizzoferrato, Quadri, Torrebruna e Carunchio in provincia di Chieti). Anche nel Pescarese si raccolgono diversi tipi di tartufo, specie lungo il fiume Pescara partendo da Popoli e Bussi fino alle zone collinari; i centri più importanti sono Loreto Aprutino e Penne.