Tasse sospese, scade a fine mese il termine per chiedere l’esenzione

L’AQUILA. Scadono il 30 giugno i termini per la presentazione, da parte delle aziende, dei documenti relativi alle cartelle emesse dal commissario, Maria Margherita Calabrò, a marzo scorso, per il...
L’AQUILA. Scadono il 30 giugno i termini per la presentazione, da parte delle aziende, dei documenti relativi alle cartelle emesse dal commissario, Maria Margherita Calabrò, a marzo scorso, per il recupero delle tasse sospese dopo il sisma del 2009. Per ora sono circa 80, su 200, le imprese del cratere che hanno inoltrato i documenti tecnici richiesti sulle singole posizioni. La procedura di recupero delle imposte sospese, così come annunciato lo scorso febbraio dal ministro Vincenzo Amendola, è articolata su cinque criteri. Quello di prossimità stabilisce l’esenzione dalla restituzione delle aziende che, nei tre anni successivi al sisma, hanno effettuato almeno l’80% delle vendite o del fatturato in un ambito geografico esteso a sette regioni: Abruzzo, Lazio, Marche, Molise, Emilia Romagna, Puglia e Umbria. Nello specifico, la procedura di recupero si baserà sul criterio di prossimità, sull’applicazione retroattiva del regolamento de minimis, sulla definizione delle categorie di danni ammissibili e del tipo di prova richiesta, sull'elaborazione dei piani di pagamento rateale e sulla compensazione dei crediti. Una griglia che dovrebbe tirare fuori dall’obbligo delle restituzione buona parte delle aziende, quasi 200 per oltre 140 milioni di euro. Dalla procedura di recupero sono, comunque, esclusi gli ospedali e le cliniche private accreditate, che operano all’interno del sistema sanitario nazionale e gli hotel di fascia bassa. Le imprese non escluse dalle restituzione possono dimostrare retroattivamente di rispettare il massimale de minimis fissato a 200mila euro. Quelle che hanno beneficiato di agevolazioni fino a 100 mila euro, (50mila per il trasporto su strada) sono escluse dal recupero. Chi, invece, ha beneficiato di agevolazioni, comprese tra i 100mila e i 200mila euro, può dimostrare di rispettare il massimale stabilito per gli aiuti de minimis, con un un’autodichiarazione. Infine, le aziende che hanno ricevuto aiuti al di sopra della soglia de minimis dovranno rimborsare l’intero importo. Tra i danni ammissibili, per abbassare la somma da restituire, quelli agli edifici, a impianti e scorte, i danni dovuti al trasferimento della sede e quelli legati a perdita di profitto e calo del fatturato. (m.p.)
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