Tavoli di un’osteria sotto le finestre di casa

20 Agosto 2024

Cartello di protesta, ma in toni goliardici, in Vico Del Vecchio, proprio in corrispondenza di un bagno

SULMONA. La strada è troppo stretta e i tavoli dell’osteria finiscono accanto ai bagni delle abitazioni. Accade in Vico Del Vecchio, traversa di corso Ovidio, nel centro storico sulmonese, dove diventa sempre più difficile contemperare le esigenze di imprenditori e commercianti. L’altro giorno, nel vicolo che si trova a pochi metri dal “Vaschione”, storica fontana monumentale, è apparso un cartello di protesta, affisso da una donna che vive in un paese della Valle Peligna, ma che ha casa anche in Vico Del Vecchio. «Cari avventori buonasera», è scritto nel cartello dai toni goliardici, «voglio comunicarvi che dietro queste finestre insistono i bagni del mio appartamento. Chiedo di scusarci in caso di cattivi odori e/o rumori. Abbiamo il diritto di usare i servizi igienici come tutti gli umani». La protesta singolare, che rende l’idea sul clima che si respira nella stradina, non è passata inosservata. Un vero e proprio imbarazzo per i clienti dell’attività e per gli inquilini dell’appartamento. Un problema, quello della stretta planimetria di vico Del Vecchio, che era venuto fuori lo scorso autunno quando la proprietaria del locale, che aveva ricevuto il via libera dal Suap per una concessione quinquennale, si era vista poi annunciare il no perché non c’era la distanza di due metri tra i tavolini e il passaggio delle auto. Vicenda resa ancora più ingarbugliata anche da una diatriba di vicinato, culminata con due esposti. «Non siamo contrari a nessuna forma di iniziativa che porti movimento. Chiediamo solo di essere presi in considerazione», commentano gli abitanti del quartiere. Inizialmente il Comune aveva deciso di pedonalizzare una parte della strada. Poi sono state ampliate le distanze per il posizionamento dei tavoli: trenta metri dall’ingresso del locale.
«C’è un problema», ammette il vicesindaco Sergio Berardi. «Il centro storico è il luogo delle contraddizioni anche perché ci sono una serie di regole che non possono essere del tutto rispettate, come ad esempio la distanza degli edifici che in quella zona è inferiore rispetto ai requisiti richiesti. Siamo di fronte a un problema che non ha soluzione. Serve buonsenso per una convivenza il più possibile pacifica». (a.d.a.)
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