Tempera, svettano le gru in una delle frazioni cancellate dal terremoto

Dopo 13 anni avviate le demolizioni in paese delle case danneggiate E l’Asbuc avrà 40mila euro per la manutenzione della Riserva del Vera
L’AQUILA. Il centro storico di Tempera oggi è quasi irriconoscibile. Ma non è una cattiva notizia: da qualche mese sono infatti iniziate le demolizioni e le gru svettano, finalmente, in una delle frazioni del comune dell’Aquila cancellate dal terremoto del 2009 e che ha pianto la morte di 8 persone travolte dalle macerie. Tempo due o tre anni, si spera, e la “nuova” Tempera non sarà più un sogno. L’avvio della ricostruzione non è la sola buona notizia da queste parti. Tempera ha un tesoro che la natura da secoli mette a disposizione, gratuitamente, dei suoi abitanti e di chi ama le cose belle e incontaminate. Parliamo del fiume Vera, delle sue sorgenti e della sua Riserva. Un posto incantato dove l’acqua scorre pulita, lenta e placida. La riserva è gestita da un Comitato nominato dal Comune. Ma i rapporti del Comitato con i residenti e le associazioni locali non sempre sono stati improntati alla piena collaborazione. E non sono mancate frizioni, equivoci, scontri verbali.
IL FIUME VERA
La seconda buona notizia è proprio che, da qualche settimana, le cose cominciano a cambiare. Il Comune pochi giorni fa ha messo a punto un protocollo d’intesa con l’Amministrazione separata dei beni di uso civico (Asbuc) che si occuperà della manutenzione straordinaria di alcune aree della Riserva.
La Regione per questo ha messo a disposizione 40.000 euro. Cesare Miconi, presidente dell’Asbuc e i rappresentanti della gran parte delle associazioni di Tempera (tra cui la Pro loco, la onlus, il Centro anziani, i gruppi Vas e Protezione civile, la Polifonica, il Comitato emergenza terremoto, l’associazione pescatori) si dicono soddisfatti della “svolta” anche se di cose da fare ce ne sono ancora tante soprattutto dal punto di vista della gestione.
IL PUNTO
«Dopo anni di dure contrapposizioni con il Comitato di gestione, i cittadini di Tempera riescono a cogliere un segnale di apertura verso un percorso condiviso nella gestione della Riserva del Vera» sottolinea Cesare Miconi, anche a nome delle altre associazioni.
«L’ingegnere Luca Iagnemma, da poco nominato dirigente nel settore ambiente del Comune dell’Aquila», aggiunge, «ha dimostrato, sin da subito, la volontà di aprirsi a un dialogo di collaborazione con le associazioni locali, attivandosi fattivamente per la definizione di un protocollo d’intesa tra il Comune e l’Asbuc. Ciò ci permetterà di realizzare lavori straordinari all’interno della Riserva del Vera avvalendoci di un contributo regionale di 40mila euro. È un piccolo passo che, però vogliamo interpretare come l’inizio di un percorso nuovo, collaborativo, propositivo. I cittadini di Tempera», sottolinea ancora Miconi, «non sono, come qualcuno li ha voluti rappresentare negli anni, un popolo chiuso. Anzi, al contrario, questo è un popolo aperto, generoso, accogliente, forse un po’ smarrito e rassegnato ma con tanta voglia di ritrovarsi. Non abbiamo bisogno di chi vuole dividerci, ma di chi ci guidi a raggiungere una visione condivisa di tutela e valorizzazione delle nostre sorgenti».
Per Miconi, «le problematiche accumulate negli anni sono ancora tutte da affrontare e non va dimenticato che il Comitato di gestione è in regime di proroga da più di un anno e ci auguriamo che nel momento del rinnovo possa continuare a rafforzarsi il percorso di collaborazione».
I PROBLEMI APERTI
Le questioni da affrontare con urgenza erano state evidenziate già qualche mese in una lettera al sindaco scritta dopo la delusione per il mancato acquisto da parte del Comune dell’antica rameria che doveva diventare la sede della Riserva.
Nella lettera si elencano le questioni da risolvere e in particolare: «Il recupero della rameria con azione legale compreso l’esproprio; la imozione immediata dei bancali di calce e cemento abbandonati da tre anni in un cantiere a ridosso di una risorgiva; l’inserimento nel Comitato di gestione di un rappresentante dei cittadini locali che può essere facilmente individuato tra i componenti dell’Asbuc, cosa peraltro prevista da una legge regionale del 2012; la perimetrazione della Riserva con la situazione attuale degli espropri; la creazione di sentieristica collaterale che renda fruibile la Riserva senza impattare, come oggi avviene, sulle aree sensibili che vanno assolutamente regolamentate e controllate; la delocalizzazione esterna dei cartelloni illustrativi e dei cestini dei rifiuti».
E ancora «l’apposizione del divieto di pista ciclabile nel sentiero che si trova nella zona di protezione integrale che costeggia il fiume; l’ ingresso autorizzato ai cani solo se a guinzaglio; la creazione di un punto informativo all’ingresso della Riserva possibilmente con la partecipazione dei giovani di Tempera; un gruppo di lavoro (finanziato e autofinanziato) per interventi di manutenzione ordinaria e di controllo».
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